CORDELIA.
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DOPO LE NOZZE.
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1882. FRATELLI TREVES EDITORI, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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    Testo curato da Umberto Galerati, Progetto Manuzio.
           Associazione Culturale "Liber Liber".
              http://www.liberliber.it/
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Presentazione.
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Consigli per le coppie che affrontano il diciannovesimo secolo possono risultare poco adatti alla coppie del ventunesimo secolo. Ed in effetti questo manuale, scritto nel 1882 dalla popolarissima Cordelia (Virginia Tedeschi Treves) pu sembrare al giorno doggi soltanto una curiosit collegata a unepoca remota.
Linconfondibile stile di Cordelia rende comunque gradevole la lettura, rivolta alle giovani spose affinch possano rendere sempre pi salda la propria unione matrimoniale e non commettano errori nella cura della propria famiglia. Come la societ dellepoca dettava, alle fanciulle si suggerisce di appoggiarsi al marito per ottenere la protezione indispensabile a una donna; ma si ricorda alle stesse fanciulle che nel regno dei rapporti interpersonali e nella cura della casa e della famiglia, le donne si rivelano quasi sempre superiori agli uomini.
Cordelia esprime anche opinioni meno convenzionali, ad esempio, circa il ballo, attivit che reputa importantissima nella fase delladolescenza, quando giochi e corse come nellinfanzia non soddisfano pi. Il ballo infatti fornisce ai giovani unopportunit di praticare lindispensabile attivit motoria, soprattutto se si balla di giorno ed allaria aperta, come nelle feste campestri. I lettori potranno anche oggi condividere ci che Cordelia pensa a proposito della formazione, in ogni casa, di una vera e propria biblioteca familiare:
E finch non vedr calcolare il libro qualche cosa di meglio che una quantit di carta ammucchiata, o cosa di semplice curiosit che appena letto non ci si pensa pi, finch non vedr in ogni famiglia una sua biblioteca ricca di buoni libri, che apprezzer come veri amici, in modo da esserne gelosa se li confider qualche volta in mani altrui, e premurosa di restituirli se le verranno prestati, mi pare che non potremo riguardarci come un popolo colto e civile.
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L'AUTRICE.
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Virginia Tedeschi-Treves, nota anche con lo pseudonimo di Cordelia (Verona, 22 marzo 1849  Milano, 7 luglio 1916),  stata una scrittrice italiana.
Dopo il matrimonio nel 1870 con Giuseppe Treves, coproprietario col fratello Emilio della casa editrice Fratelli Treves, fu presidentessa del Comitato lombardo pro suffragio femminile, cofondatrice del Lyceum di Milano, contemporanea di Ibsen, di Flaubert, di Zola, Dostoevskij; nel suo salotto letterario accolse i massimi autori e intellettuali del tempo, da Verga a D'Annunzio, da Carducci a Freud.  stata fra le prime donne a parlare di divorzio, di Psicanalisi, di diritto all'istruzione; nel '16 scrisse il manifesto del femminismo tricolore. Contemporaneamente inizi una fortunata carriera di scrittrice per "signore" e bambini con lo pseudonimo di "Cordelia" e di direttrice di riviste di moda.
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DOPO LE NOZZE.
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ALLE LETTRICI.
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Amabilissime lettrici,
Avete accolto tanto bene il mio libriccino intitolato Il regno della donna, che ci mha incoraggiato a dargli un seguito.
Se in quello vi parlai della donna in generale e del posto che occupa oggid nella famiglia e nella societ, in questo mi sono estesa un po pi sulla vita coniugale, sui rapporti coi parenti acquistati dopo il matrimonio, e sulleducazione dei figli.
So che da qualunque parte venga, voi accogliete sempre benignamente la voce che vi parla delle vostre cose pi care: la vostra casa e i vostri figli;  onde spero che anche questa volta voi vorrete fare nella vostra biblioteca un po di posticino per il mio volumetto e che accoglierete sempre le mie parole, come quelle di unamica sincera che vi desidera ogni bene.
Cordelia.

IL MARITO.
Che cosa  un marito?... Un povero infelice, destinato a trascinare per tutta la vita una pesante catena, mi risponderebbe un giovane scapolo. Salvo poi a farsi legare con molta buona grazia, alla medesima catena, quando gli capiti una propizia occasione. Un individuo duna specie che si fa ogni giorno pi rara, direbbe invece unaffettuosa mammina, che possieda un bel numero di figliuole.
Una ragazza non direbbe nulla per timidezza, ma viceversa poi al marito ci penserebbe molto spesso e studierebbe tutti i mezzi possibili per riuscire amabile, simpatica, in modo da poter accaparrarsene uno.  naturale; per una donna il marito  quasi una necessit,  quello che le d una posizione sociale e la porta alla luce del mondo; senza di lui, essa potrebbe pur essere un gioiello, un diamante di purissima acqua, ma come se incartocciato e nascosto nel cassetto dun gioielliere; nessuno saccorgerebbe del suo valore, della sua limpidezza, se non venisse posto a brillare legato artisticamente sopra un ricco diadema.
Per una fanciulla, un marito vuol dire quel tanto demancipazione che  ora concesso alla donna, vuol dire poter andare in societ ed esser calcolata e corteggiata, poter frequentare certi spettacoli, leggere certi libri che prima le venivano proibiti; se  ricca, poter sfoggiare le vesti e le gemme preziose del suo corredo; e per certe testoline fantastiche significa aver davanti a s tutta una vita di felicit, damore e di poesia: ecco perch il marito  il sogno, laspirazione di quasi tutte le ragazze, ed ecco perch appena si presenta loro questo marito tanto desiderato, sono subito pronte ad accoglierlo e a non lasciarselo scappare. Si sa, pensano, loccasione bisogna afferrarla pei capelli, specialmente quando non  facile che si presenti di nuovo, e cos, prima del matrimonio, non badano tanto pel sottile; se lo sposo ha qualche difettuccio, lasciano correre; e poi ognuna ha abbastanza amor proprio da credere in s stessa tanta abilit e il marito tanto innamorato, da poterlo educare e foggiare a proprio modo una volta sposato.
Invece, specialmente in certi matrimoni fatti un po spensieratamente, che capitombolo dopo le nozze, che fiasco quando il sogno diventa realt! Figurarsi! quel marito che faceva tante promesse, che parea dovesse stare ad adorarci tutto il giorno in ginocchio, e si vedea sempre azzimato in tutto punto, amabile, gentile, pronto a soddisfare ogni nostro pi piccolo desiderio, non  altro che un semplice mortale come tutti gli altri, capace di leggere il giornale durante il pranzo, invece di stare ad ascoltare le liete storielle che si vorrebbe raccontargli, e di preferire il circolo e la compagnia degli amici alla nostra; ha il coraggio di rifiutarsi di condurci al teatro o in societ, ed ha il cattivo gusto di borbottare se ci facciamo un vestito nuovo, invece di stare in estasi ad ammirarlo. Allora s che diventa un tiranno, un marito cattivo, insopportabile, quantunque sembri una contraddizione che una cosa tanto desiderata prima si cangi per delle inezie in una cosa disprezzata o per lo meno indifferente. Ma il male  che appunto si fa il contrario di ci che si dovrebbe; prima, quando si teme che scappi, tutto  buono, si  di facile contentatura; dopo, quando non scappa pi, non si transige su nulla, non si vuol avere un po di sofferenza, e si piglia tutto in cattiva parte.
Invece una volta che non c pi rimedio bisognerebbe fare di necessit virt, e i mariti pigliarli come sono, colle loro buone e cattive qualit, piuttosto non aver tanta fretta e prima di fare un passo che decide della felicit di tutta la vita pensarci dieci volte per non pentirsi poi.
Ma sfortunatamente viviamo in un benedetto paese in cui la donna non pu scegliere, le ragazze non vivono in tanta dimestichezza coi giovanotti da potersi conoscere prima del matrimonio e non sono nemmeno educate per poterlo fare; sicch la scelta viene quasi sempre fatta sotto linfluenza dei genitori, e questi, che spesso dimenticano dessere stati giovani, pensano, pi che ad altro, alla posizione materiale dei loro figli; e pure credendo di fare qualche volta la loro felicit, riescono alleffetto contrario. Non mi dimenticher mai duna scenetta alla quale una volta mi trovai presente.
Ero da una mia amica, quando entr una signora nostra conoscente, che disse di volerle parlare di cose di somma importanza. Io feci per andarmene, ma essa mi preg di rimanere, dicendo che anchio le potevo esser utile.
Quando fummo attente ad ascoltarla cominci:
 Si tratta del signor N., che loro devono conoscere molto bene. Pare abbia delle idee di matrimonio riguardo alla mia figliuola; prima che le cose si stringano di pi, desidererei avere informazioni del giovane, della sua famiglia, insomma di tutto; si tratta di cose delicate; parlino pure liberamente, dicano tutto quello che sanno, non mi nascondano la verit, possono fidarsi della mia discrezione, come spero che anche dal canto loro saranno cose che resteranno fra noi.
Noi si disse sinceramente quello che si sapeva: che il signor N. era piuttosto ricco, di buona famiglia, che ci pareva un buon giovine, ma inetto a qualunque genere di occupazioni e di pochissimo ingegno; insomma, quantunque non si fosse detto propriamente che il giovane in questione era un imbecille, glielo avevamo fatto capire con abbastanza chiarezza.
 Mi pare proprio un partito conveniente,  essa disse, dopo le nostre informazioni.
Noi ci guardammo sorprese.
 Capisco che non sar unaquila,  soggiunse,  ma a questi lumi di luna ci si pu contentare; egli ha mezzi di fortuna, e ci  limportante; al giorno doggi i denari riempiono tutti i vuoti, anche quello del cervello; infine mia figlia non ha gran dote e non pu essere troppo difficile.
Stette a questo punto un po soprapensiero, poi soggiunse:
 Un marito  meglio che non sia tanto esperto; cos la moglie pu fare quello che vuole.
Noi si rimase sorprese della logica di quella madre e non si seppe rispondere che delle frasi interrotte. Fatto sta che il matrimonio and fatto, ma si seppe che fu infelicissimo. Il signor N. perdette parte della sua fortuna in speculazioni di Borsa e, privo dingegno comera, non seppe trovare alcun mezzo per rifarsi; la moglie non facea che rimproverargli la sua pochezza; egli invece incolpava la moglie desser stata la sua rovina col suo lusso e la sua vanit; in conclusione, come era da prevedersi, fu un matrimonio sfortunatissimo, gli sposi divennero ben presto la favola del paese. Ma di chi la colpa?

Di mariti ce n di varie specie, e lo studio della donna deve esser di scegliere se  possibile quello che  pi conveniente alla sua indole e alle sue aspirazioni, poi di trarre il miglior partito dalle sue buone qualit e sopportare pazientemente i suoi difetti. A voler fare lo schizzo delle differenti variet di mariti non basterebbe un volume e ancora non ci si riuscirebbe. C il marito che soccupa daffari, che avr lumore variabile come le azioni della Borsa, e secondo andranno i suoi interessi; c il marito ozioso, che per crearsi unoccupazione sar capace di tormentare continuamente la moglie; luomo politico, che la vorr attenta ascoltatrice dei suoi discorsi e guai se non la vede piena dentusiasmo per i deputati del suo partito, lieta nei giorni della sua vittoria, oppure tutta dolente nei d della sconfitta. C luomo femminuccia che soccuper delle faccende domestiche e vorr guidarle la mano come se fosse una bimba. E fra questi tutta una variet con difetti pi o meno sopportabili e qualit pi o meno da apprezzare.
Poi vi sono delle fanciulle che, trattandosi di mariti, hanno delle aspirazioni tutte speciali. A talune, per esempio, sembrerebbe toccare il cielo col dito se potessero trovare un titolato, come se il poter portare una corona sulle carte di visita ed esser chiamate contesse o marchese bastasse a compensare qualunque altra mancanza; altre invece non vanno in cerca che delle ricchezze, come se potessero formare da sole la loro felicit; ve ne sono ancora di pi sciocche che badano soltanto allapparenza esteriore, senza curarsi del resto, oppure che vedono un eroe in ogni ufficialetto e lideale del marito in ogni bellimbusto; altre che hanno tanta ambizione da aspirare ad un granduomo, uno di quelli il cui nome suona chiaro nel mondo, e nemmeno queste sono proprio sulla via della felicit. I grandi uomini sta bene vederli da lontano, ma pochi si reggono sul piedestallo fra le pareti domestiche, e non c granduomo per la propria moglie, come, diceva quello scrittore, non ce n per il proprio cameriere.
 vero che molte di queste qualit non guastano, ma in un uomo bisogner badare prima di tutto al cuore e al carattere; poi, che abbia mezzi sufficienti per vivere agiatamente, che sia di aspetto simpatico, ed abbia le qualit necessarie per farsi stimare dalle persone oneste, ed infine che procuri qualche volta di dimenticare s stesso per pensare alla moglie; questo mi pare il tipo del marito modello. Ma come trovarla questa fenice di marito, mi diranno le mie lettrici? Io consiglio loro, se sono ancora in tempo, di fare come  insegnato in un detto orientale, quando si vuol conoscere un uomo:
Spogliatelo,  egli dice,  delle sue ricchezze, indi della sua posizione, poi della bellezza fisica, e se ancora in lui trovate tante qualit da poterlo amare e stimare, dite che quello  un uomo perfetto.
Fate lo stesso coi vostri futuri mariti, e vedrete che la mia ricetta  infallibile.

LA MOGLIE.
La moglie  per lo scapolo tutto lopposto di ci che  il marito per una fanciulla; non solamente non ne  lideale, ma  invece per lui uno spauracchio continuo; il matrimonio gli appare come una schiavit, dalla quale cercher di star lontano il maggior tempo possibile e forse tutta la vita. A questo scopo star continuamente in guardia per fuggire le occasioni che potessero involontariamente trascinarvelo.
Per esempio, sarebbe contento di folleggiare in mezzo ad una schiera di vispe fanciulle, di studiarne lindole ed il carattere, e si divertirebbe un mondo a trovarsi con ragazze della sua medesima et e fra la loro innocenza sfogare la sua allegria giovanile, eppure deve starne lontano sempre e per tema dessere avvolto nei lacci del matrimonio.
Infatti nel modo in cui  costituita la nostra societ al giorno doggi, egli corre davvero pericolo dandare a finire dove non vorrebbe; la mania dei genitori di veder maritate le figliuole  tanto eccessiva e le ragazze sono talmente educate a credere alla necessit di trovare marito, che un giovinotto non potr usar loro qualche attenzione e mostrarsi cortese senza far sorgere nella loro testolina fantastica le pi belle illusioni; e quandanche ci non avvenisse, ecco saltar fuori i genitori e i parenti ad assediare il povero giovane e a fargli comprendere come colle sue assiduit abbia compromessa una fanciulla tanto che ne potrebbe andar di mezzo la sua pace e la sua felicit; e il giovane, se avr un bricciolo di cuore, dovr risolversi a prender moglie anche avendone pochissima intenzione; onde, per evitare simili scene, i giovanotti dei tempi nostri si contentano di ammirar le ragazze ad una rispettosa distanza e intanto per fuggir un matrimonio forzato fuggono anche loccasione di apprezzare quella fanciulla che potrebbe formare in avvenire la loro felicit.
Spesso vediamo gli uomini passare una parte della loro vita a fuggire tutte le occasioni che potrebbero trascinarli al matrimonio, e laltra parte a rammaricarsi di non avere a tempo debito scelta una buona e saggia moglie. Perch alla fin fine il matrimonio non  una cosa tanto spaventevole: tant che quasi tutti quelli che prima non ne volevano sapere, una volta presa questa decisione, se ne sono poi trovati contentissimi.  certo che in ci molto influisce la scelta che fanno, poich di mogli ve nha di buone e di cattive, e luomo se vuol essere felice deve badare di sceglier bene, tanto pi che da questo lato egli ha tutti i vantaggi e da lui solo dipende in gran parte la sua felicit.
La donna quando si sposa non  che un essere innocente che ha seguito sempre la volont dei genitori, e sul principio il marito non avr altro da fare che continuar lopera dei genitori, iniziarla a quella vita nuova per lei, sorreggerla, aiutarla e consigliarla, non dico calcolarla una bimba, ma non deve lasciarle unassoluta libert dagire fin che non ne abbia ben conosciuta lindole e le aspirazioni. Perci dovr occuparsene e dirigerla colla propria esperienza e cercare di foggiarla un po a suo modo, ed avr cos fatto un gran passo per essere felice; naturalmente dovr lottare alle volte con delle testoline abbastanza bizzarre e guastate dalla soverchia indulgenza dei genitori, dovr raddrizzare alcune pieghe cattive e rinforzare le buone, ma con modi gentili e con buona volont potr ottenere ci che desidera, specialmente da una persona che lo ama ed altro non cerca che piacergli in tutto e per tutto. Se trover sul principio alcune difficolt, luomo non deve sgomentarsi per cos poco e non lasciarsi scoraggiare dai primi ostacoli, egli che  avvezzo a vincere ben altre battaglie. Poich adunque, pi fortunato della donna, egli pu scegliere e rivolgersi dal lato migliore, ed ha pi esperienza del mondo e si trova in caso di poter distinguere il buono dal cattivo, se non fa una buona scelta, deve incolparne s stesso.
 Ma come esser certi di scegliere bene  mi par di udire esclamare alcuni futuri mariti  se tutte le fanciulle conoscono larte di far vedere lucciole per lanterne e fanno una piccola commedia per mostrare tutte le buone qualit e tener nascosti tutti i difetti?...
 Questa commedia la fanno le ragazze e la fate voi pure, miei cari giovanotti; da questo lato siete pari: ma come un uomo dingegno deve saper leggere fra le linee duno scritto, cos attraverso a quella finzione chi abbia un po dacume potr discernere il vero, e poi, si sa bene, non si pu continuamente fingere, e c sempre qualche momento che rivela il vero carattere duna persona. Soltanto un uomo di senno deve badare a non lasciarsi abbagliare n dalle ricchezze, n dalla bellezza, n dallingegno; sono cose queste che, ingannatrici come il miraggio nel deserto, possono far deviare da una buona scelta.
Capisco che certe cose non sono da disprezzarsi, e un matrimonio, per esser felice, non deve andar disgiunto da una certa agiatezza e da una certa simpatia; quanto  degno di biasimo colui che sceglie una compagna soltanto perch lo aiuti a sopportare le miserie e i dolori, altrettanto  spregevole quegli che si preoccupa soltanto delle ricchezze, le quali una volta possedute non hanno pi la medesima attrattiva. E poi una moglie ricca non  nemmeno un vantaggio materiale, giacch, avvezza ad un certo lusso, trover il modo di spendere le sue ricchezze, e il marito ci avr guadagnato ben poco.
Anche la bellezza  una cosa che abbaglia al primo momento, ma poi ci si fa labitudine e non fa pi effetto, ed una moglie bella sar vana, avr poco amore alla casa, cercher invece la societ per il continuo bisogno dammirazione e perch le sembrer peccato rinchiudere la sua bellezza fra le pareti domestiche. Infine c lo spirito e lingegno che hanno pure una certa attrattiva, ma se avrete una moglie spiritosa lo sar per gli altri e non per vostro beneficio; lo spirito, si sa, non  moneta di tutti i giorni e conviene tenerlo in serbo per le grandi occasioni. E sha un bel dire che la moglie deve serbare la sua bellezza, la sua grazia e il suo spirito per il marito: vediamo sempre succedere il contrario;  vero che in ogni modo sono cose che non guastano, ma non valgono nulla se in una donna non sono congiunte alla bont dellanimo. Il cuore! ecco ci che si dovr cercare nella moglie, e sarete certi di non ingannarvi. La bellezza si ammira, lo spirito attrae, ma  soltanto la bont che trattiene.
Non sapete cosa voglia dire avere a compagna della vita una buona moglie? vuol dire scoprire ogni giorno in lei qualche nuova qualit e avere ogni momento un nuovo conforto seminato sul sentiero della vita; significa la pace, la tranquillit di tutta lesistenza. Un uomo che ha accanto una buona moglie vede rivivere quei giorni beati quando fanciullo riposava il suo capo in seno alla madre, sente come allora davere un cuore che risponde al suo, un occhio vigile che sa indovinare le pene del suo cuore e scoprire i suoi desiderii, ha le carezze dun amante, laffetto dun amico, la previdenza duna madre. Nelle malattie ha una vigile infermiera che darebbe molti anni di vita per poter diminuirgli il pi piccolo dolore, nei dispiaceri ha una voce amica che sa trovare una parola di conforto e dincoraggiamento nei giorni dellincertezza.
Ogni uomo qualche momento ha in s del fanciullo, come ogni donna ha nel cuore qualche cosa di materno, e succedono nella vita dei casi che luomo ha bisogno della donna come il bimbo delle carezze duna madre. E specialmente quando un uomo non  pi giovane, sente la necessit di avere un asilo di pace, un porto sicuro per riposarsi dalle tempeste della vita, e questo asilo non potr essere che la casa, e senza moglie non esiste la casa; onde, se non avr pensato in giovent a fare una scelta, si trover poi vecchio stanco del mondo, solo, abbandonato, senza potersi riposare al focolare della famiglia, senza una voce che lo rallegri e lo conforti. Per si rammenti di coltivare laffetto della sua compagna e non abbandonarla nei giorni della gioia per poterla trovare accanto a s nei giorni della sventura.

TRA MARITO E MOGLIE.
Se la moglie si potesse prendere a prova! diceva un giorno un giovanotto, al quale si chiedeva perch non prendesse moglie. Con simile risposta, questo giovane si mostrava davvero duna prudenza tanto eccessiva, che guai al mondo se tutti volessero imitarlo!
 un fatto che, come il foco prova i metalli, cos la convivenza mette alla prova il carattere delle persone, e tanto nel mondo fisico quanto nel morale, ci sono elementi che, posti a contatto fra loro, scoppiano; caratteri che cozzano quando si trovano di fronte; come ve nha che samalgamano facilmente, saccordano senza fatica, e riescono a formare un insieme perfetto.
Fra marito e moglie occorre prima di tutto una buona dose di simpatia; poi converr metterci un po di studio e di buona volont per vedere di combinarsi e di formare quellaccordo perfetto che costituisce la felicit nella vita di famiglia. Dobbiamo convenire, che nel principio del matrimonio regna fra la condizione delluomo e quella della donna un perfetto antagonismo. La donna comincia la vita, e luomo si pu dire la finisce; essa non sa nulla del mondo, egli invece sa tutto; la moglie  bramosa di piaceri e divertimenti, il marito ne  sazio, e non pu comprendere come altri possa trovar piacere dove egli si annoia a morte. Avvezzo allindipendenza non pu piegarsi a nessun giogo, perci continuer la sua vita di prima, libero come un uccello nellaria, senza prendersi pensiero di nulla; gli sembrer inutile condurre la moglie ai teatri, ai balli, in societ, e nel suo egoismo penser che essa, occupata nelle faccende domestiche, si trova bene nella sua casa e non le resta tempo da desiderar nulla.
Questa volta il signor marito si sbaglia e molto: se a sua moglie procurer qualche distrazione, forse confrontando il vuoto dei piaceri del mondo colla pace e la tranquillit delle pareti domestiche, ella ritorner con desiderio alla sua casa, e se ne curer con pi amore; ma se egli la lascia sempre in casa, senza una distrazione al mondo, senza un po di svago, allora la sua casa le diventer una prigione, sannoier mortalmente, e la noia  per una donna una cattiva consigliera; per lo meno, vedendo il marito tanto indifferente, non curarsi punto di lei, lo pagher con altrettanta indifferenza; a poco a poco si stancheranno luno dellaltro quasi senza accorgersene e faranno una vita a due, uno da una parte, laltra dallaltra; la casa rester deserta, cercheranno di trovarsi il meno possibile, e incontrandosi si terranno il broncio o si faranno a vicenda dei rimproveri; e quando saranno vecchi, invece di godere un po di pace e di tranquillit, e riposarsi lieti intorno al focolare della famiglia, lo troveranno squallido e freddo, perch nessuno si sar curato di tener acceso il fuoco sacro dun affetto reciproco.
Per molte volte la colpa non  soltanto del marito: ora eccomi a riveder un po le bucce anche alle signore mogli, perch i mariti potrebbero tacciarmi di parzialit, mentre invece ci metto ogni studio per esser giusta. Io conosco, per esempio, delle mogli che colla scusa che i loro mariti in casa ci stanno poco, simpadroniscono delle stanze pi belle per i loro ricevimenti, riservano per s i posti migliori, le poltrone pi soffici, i cibi pi delicati; soccupano in tutto di s stesse, dei propr abbigliamenti e non trovano tempo doccuparsi del marito, il quale  condannato a trovar sempre le camicie senza bottoni, le vesti in disordine, ad esser mal servito, trascurato, in modo che finisce col prender in uggia sempre pi la propria casa e procurer di starci il meno possibile. Quelle che agiscono in questo modo fanno molto male e si condannano ad essere infelici per tutta la vita. Il marito bisogna circondarlo di premure, di attenzioni, e fare in modo che in nessun luogo possa trovarsi altrettanto bene quanto in casa propria, in compagnia della moglie e dei figliuoli.
Il marito poi dal canto suo dovr pensare alcuna volta anche a dedicarsi alla moglie, procurarle qualche distrazione, e non con mal garbo, quasi per forza, ma gi che tanto lo deve fare egualmente, farlo volentieri, cercando di trovare piacere in quel piccolo sacrifizio che fa per la sua compagna. Credo che certi piccoli sacrifizi sono come alcuni punti nei lavori a maglia: poca cosa, ma riescono a tener saldo tutto il lavoro; mentre invece, se si lasciano andar gi, scappa una maglia, questa ne tira dietro delle altre fino a che il lavoro va a rotoli, e quasi senza accorgersene  tutto da rifare.
Qualche marito forma linfelicit della moglie, perch non sa ben dirigerla da principio e non tiene nei suoi rapporti con lei una giusta misura. In principio, specialmente nei matrimoni dinclinazione, lama alla follia, e nella cecit del suo amore non le sa negar nulla; appaga tutti i suoi capricci, le sta sempre insieme, e la tiene come un idolo, come unamante; vorrebbe fare un altare per adorarla; ma le forti passioni  impossibile che possano durare, e quando si  giunti ad un punto elevato, ogni altro passo si discende. E se un uomo, che vive molto della vita esteriore, potr rassegnarsi a passare da un amore pieno dentusiasmo ad un affetto pi calmo, la donna, che fa dellamore lo scopo della sua vita, che le pareva daver raggiunta la meta sognata tante volte nella sua mente, si trover infelice nel doversi rassegnare alla prosa delle faccende domestiche, a vedersi mancare le premure del marito, appunto quando si teneva certa di vivere sempre sopra laltare, adorata come un idolo.  infatti una cosa dolorosa passare dallamore allindifferenza, dalla luce alle tenebre; e luomo, che ha pure un po desperienza, quando una fanciulla si getta nelle sue braccia per cercare appoggio e rifugio, deve pensare a formare prima di tutto la sua felicit e non appagare in principio tutti i suoi capricci per negarle poi anche i pi modesti desiderii; non dovr essere prodigo qualche mese, per essere avaro degli anni; dovr farne non lamante dun giorno, ma la compagna di tutta la vita.
Anche la donna dovr studiare continuamente perch lamore del marito possa aumentare tutti i giorni, anzich diminuire, passata la luna di miele; e le sar facile ove non mostri tutti i suoi pregi da principio, a guisa di quelle botteghe che mettono in mostra il bello e buono, e dentro il compratore non trova nulla. Essa dovr procurare che il marito trovi in lei ogni giorno qualche nuova qualit, in modo che aumenti col passare del tempo il suo affetto e la sua stima; poi dovr studiarne il carattere per uniformarvisi e in ogni cosa avere a cuore la felicit del suo compagno.
La donna meno istruita pu dar dei punti alluomo pi dotto nel saper leggere fra le pagine di quel libro misterioso che  il cuore umano; l dove luomo ha bisogno di studiare, la donna indovina; ci che luomo stenta a discernere, essa afferra con rara prontezza, perch c in lei, fino dalla nascita, il germe di quelle qualit che la rendono pi tardi una madre attenta e previdente.
Non le riuscir dunque difficile studiare il carattere del marito e vedere come dovr condursi per riuscirgli piacevole: se nelle ore dello sconforto egli avr bisogno di parole carezzevoli, oppure dessere lasciato tranquillo, se dovr trattenerlo e distrarlo dai suoi affari con discorsi leggeri e volubili, oppure interessarsene e stare silenziosa ad ascoltarlo. Poi dovr cercare di scoprire i suoi lati deboli; se sapessero le mogli che forza possono avere conoscendo i lati deboli del marito! Ce ne sono alcuni dai quali si pu ottenere ci che si desidera, sapendoli lusingare dal lato del loro amor proprio; altri sarrendono ai nostri desiderii purch ci si rivolga al loro cuore; altri ancora sono nostri schiavi se si sa circondarli di piccole attenzioni. Ne conosco appunto di quelli che soltanto allidea dun buon pranzetto si mettono subito di buon umore, e che trovano sublimi le loro mogli perch sanno preparar loro dei cibi appetitosi e dei succolenti manicaretti. Capisco che non  questa la poesia che molte donne sperano dal matrimonio, ma io trovo che la cosa pi ideale, la miglior poesia,  di trovar il modo dandar daccordo e di potersi far amare da colui che  destinato ad esserci compagno per tutta la vita.
 certo che qualche volta si scoprir reciprocamente qualche difettuccio; ma converr vedere di perdonarseli a vicenda; e la moglie invece di andare a raccontare i difetti del marito ai quattro venti per farsi compiangere, dovr tenerli in petto e procurare di dimenticarsene, pensando invece alle sue buone qualit. Se il marito sar burbero, dovr opporvi un carattere sereno e giocondo; se sar bisbetico o violento, dovr vincerlo a furia di pazienza e dolcezza, dovr opporre ai rimproveri il silenzio e alle imprecazioni una buona parola, insomma dovr smorzare le ire invece di attizzarle, come il marito dovr essere indulgente se avr una moglie collerica e frivola, e procurare coi consigli e collaffetto di guidarla sulla buona via.
Anche a certe consuetudini diverse dalle nostre, dovremo procurare di rassegnarci e in ogni caso non dovremo mai burlarcene, ma invece cercare di veder tutto attraverso un velo dottimismo.
Se il marito star tutto il giorno a casa ad annoiarci, occupandosi continuamente delle faccende domestiche, ci aiuter a sopportarlo pazientemente lidea che infine lo abbiamo pure a nostra disposizione, quando abbiamo bisogno di lui; se invece  tutto il giorno occupato coi suoi affari e non pu mai condurci in nessun luogo, ci conforteremo pensando che c anche il suo buono a non aver sempre il marito tra i piedi e che proveremo maggior piacere nei momenti che si trover in nostra compagnia. Insomma facciamo il possibile desser contente ed arrendevoli e poi vedremo che le consuetudini dei nostri mariti diventeranno le nostre, purch ci si metta un po di buona volont. E se il marito sar indulgente e la moglie non avr molte esigenze, tutto andr bene; infine il diavolo non  tanto brutto come si dipinge, e n il marito n la moglie non sono poi tanto cattivi come si crede; basta sapersi pigliare lun laltro per il giusto verso.


IL MATRIMONIO DEL POVERO.
La ricchezza pu contribuire alla felicit domestica, ma non ha la virt di render felici quelli che non lo sono, e molte volte regna nella casa del povero quella felicit che cerchiamo inutilmente nel palazzo del ricco.
Sio fossi ricca! esclama spesso la fanciulla nata in povera condizione. Eppure se sapesse che forse esser ricca vorrebbe dire fare un matrimonio di convenienza invece che dinclinazione, essere inutile al mondo invece che utile, aspirare ad una meta alla quale non potr arrivare, e forse condurre una vita uggiosa, disoccupata, piena di preoccupazioni, invece di passarla serena e tranquilla, colla soddisfazione che provano coloro che hanno bene impiegata la loro giornata, forse si contenterebbe del suo stato; ma chi mai  contento a questo mondo? Domandatelo ai ricchi e ai poveri, ai felici ed agli sventurati: tutti avranno qualche cosa da desiderare, e guai se non fosse cos il mondo, la vita, sarebbero come uno stagno dove lacqua simputridisce, e il progresso diverrebbe una parola morta.
 un fatto che nel popolo i matrimonii si concludono nel modo pi semplice e naturale e come dovrebbe succedere in tutte le classi sociali, se linteresse non facesse tacere ogni miglior sentimento.
Nel popolo le donne vivono, per cos dire, emancipate; sono in caso di poter senza soggezione avvicinare ed essere avvicinate dai giovani della loro classe sociale, e purch siano oneste ed operose, difficilmente rimangono zitelle, sicch da questo lato si trovano in miglior condizione delle ragazze di una classe pi agiata.
Nel popolo non  questione di danaro, ma di simpatia e di convenienza reciproca. Se la donna ha, come in tutte le condizioni, bisogno dellappoggio dun essere pi forte che la protegga e la difenda, luomo ha invece la necessit duna donna che gli tenga in assetto la sua stanza e la sua roba, che gli prepari il desinare, gli sorrida e lo rallegri nelle ore del riposo; del resto se per il ricco la moglie significa un aumento di spesa non indifferente, per il povero  invece uneconomia, perch la moglie gli rammenda la biancheria, gli mette in assetto i suoi oggetti, gli fa da mangiare con molto vantaggio della sua borsa e del suo benessere, e poi  molto facile che possa anche trovar tempo da guadagnarsi qualche cosa da aggiungere al salario del marito, e finalmente vivendo in un centro laborioso lontana da certe vanaglorie, non prova i bisogni smodati che sentono le persone in condizione migliore, e la moglie delloperaio avr forse ambizione di poter lavorare o dessere brava massaia, ma non si sogner nemmeno di schiacciare le vicine sfoggiando un nuovo abbigliamento in ogni occasione, e per un operaio un elogio del suo principale varr come per un giovane alla moda laver detto una frase spiritosa che possa fare il giro dei salotti eleganti.
Se nel popolo, marito e moglie amano il lavoro saranno certo felici; prima di tutto, ch occupati tutto il giorno, non hanno tempo da litigare n dannoiarsi luno dellaltro, e quando si ritrovano la sera gustano con grande volutt la fumante minestra guadagnata col lavoro delle loro mani, che sembra loro assai pi saporita degli squisiti manicaretti che rallegrano le mense dei ricchi, perch condita collappetito acquistato conducendo una vita operosa. Se uno si ammala, laltro si sente in obbligo di lavorare per tutti e due; se vengono figliuoli,  uno sprone per raddoppiare ancora il lavoro; insomma fino che il povero lavora tutto va a gonfie vele, ma....
C un ma ed  che non tutti i poveri hanno voglia di condurre una vita operosa, che molti si sposano per vivere alle spalle della moglie e molte donne per farsi mantenere dal marito e passare le giornate andando a zonzo per la citt o chiaccherando colle comari del vicinato; naturalmente lozio  seguto da una quantit di vizii: si abbandona lofficina e si comincia a frequentare la bettola, poi vengono i dissapori coniugali, le busse, la miseria, la fame e gi di grado in grado fino allabiettezza e allabbrutimento del vizio.  uno spettacolo che non voglio evocare colla mia mente e penso invece alle giornate serene passate col lavoro, alle giornate di riposo trascorse allegramente in mezzo alla felice famiglia, ai divertimenti che il povero si pu procurare senza spesa e che gode assai meglio di quelli che il ricco si procura a prezzo doro. Le passeggiate allaria aperta, le corse nei prati, le merende sullerba, una funzione in chiesa, una corsa attraverso le baracche duna fiera, una passeggiata ai giardini pubblici, sono veri godimenti per quelli che passano tutta la settimana rinchiusi in unofficina occupati col lavoro.
Per il povero per poter essere tranquillo anche nellavvenire, deve essere non solo laborioso, ma previdente, e quando  forte e vigoroso deve pensare al tempo che non lo sar pi e mettere da parte un piccolo gruzzolo, per non trovarsi sprovveduto nei giorni tristi delle malattie o della vecchiaia, non deve fidarsi troppo delle sue forze le quali possono venir meno da un giorno allaltro. Aver qualche risparmio vuol dire la pace e la tranquillit dellonesta famigliuola, e la privazione di qualche sigaro o qualche bicchiere di vino sar quello che pi tardi gli impedir di privarsi delle cose pi necessarie. Se il ricco si pu permettere qualche superfluit e qualche capriccio, per il povero sarebbe addirittura un delitto. Guai se il povero non si contenta di poco, se vuol uscire dalla sua cerchia e invidia i piaceri dei ricchi, diviene la rovina della propria famiglia, e poi egli che ha il passatempo del lavoro non ha bisogno daltri godimenti perch nella sua casa non entra la noia. Se sapesse invece come sannoia sdraiato sulla sua poltrona quel ricco al quale pensa con tanta invidia! quanta infelicit si crea colla sua mente disoccupata! ora imagina che i ladri si vogliono impadronire delle sue ricchezze, ha sonni agitati e si sveglia di soprassalto. Qualche altra volta  invece tutto preoccupato della sua salute e prende inutili rimedii che gli creano poi delle vere malattie. E poi dalla noia nasce il mal umore e da questo i litigi in famiglia. Quanti mariti tormentano le loro mogli per sfogare in qualche modo la loro noia! Quante mogli bisbetiche, insofferenti, si rendono insopportabili ai mariti per il loro carattere, e tutto perch passano le loro giornate fra lozio e la noia!
Avete la casa piccola; ma che importa? Anzi ci si sta pi uniti, e quando ci si ama, stare uniti vuol dire una gioia continua; non vi sono ricchi cortinaggi davanti alla vostra finestra, i vostri mobili sono semplici e non c pericolo che si guastino, cos il sole pu entrare liberamente e portarvi la luce e la salute e lallegria; non avete tesori e la porta pu restare aperta impunemente, dal povero non vanno i ladri, e voi il vostro tesoro lo portate con voi, lo avete nelle vostre braccia e lo create col vostro lavoro,  una ricchezza che non conoscete e che non apprezzate che quando siete ammalati perch vi  allora impedito di usarne.
A voi pure non  negata la felicit e potete far risuonare di allegre canzoni le vostre officine, e le mura della vostra dimora, lallegria non costa nulla, val meglio delle ricchezze.  tanta salute per voi e tanta pace per la vostra famigliuola. Non siete no da compiangere, figli del popolo, se avete un cuore che risponde al vostro, se vedete crescervi intorno una bella corona di figliuoli sani e robusti, se non vi manca il pane quotidiano, e dovete benedire al lavoro che vi permette di essere utili a voi stessi e alla societ, che vi fa passare le giornate in un lampo e non vi lascia il tempo di crearvi mali veri o imaginari. Perci dovete coltivare nella vostra casa la religione del lavoro e insegnarla ai vostri figliuoli, la dovete far regnare sempre nella vostra famiglia, perch il lavoro  la vera benedizione del povero.


IL MATRIMONIO NEL CETO MEDIO.
Un grande poeta dei tempi passati ha chiamato aurea la mediocrit, ma io farei le mie riserve trattandosi di classi sociali, ove il ceto medio non ha sempre i maggiori vantaggi.
 appunto in questa classe di persone che vi sono le pi grandi aspirazioni e i pi smodati desiderii; nel ceto medio troviamo appunto una quantit di malcontenti, di spostati e dinfelici; cominciando dal povero impiegato che meno retribuito delloperaio ha maggiori bisogni, fino al ricco negoziante che dovrebbe essere felice perch non ha pensieri per sopperire alle molteplici necessit dellesistenza, non mancandogli nemmeno il superfluo, ed  invece irrequieto ed infelice perch agogna alle immense ricchezze che vede sempre intorno a lui e vorrebbe raggiungere.
 nella classe media che tutti lottano per salire pi in alto, tutti mirano la cima della scala e per arrivarvi strisciano, sarrampicano, sarrabattono, e spesse volte fanno come il naufrago, che pi si dibatte per salvarsi pi si sprofonda negli abissi. Nel ceto medio troviamo appunto delle buonissime e simpatiche ragazze che rimangono zitelle per mancanza di dote, e i giovani che vanno invece in cerca di doti per migliorare la loro posizione e si spaventano del matrimonio se questo non deve essere per essi un affare lucroso.
Da una parte non hanno tutti i torti, perch se essi possono tirare innanzi alla meglio senza soffrire, non si possono permettere il lusso daver moglie se anchessa non porta qualche cosa da aggiungere a ci che possiedono. Perci la moglie nel ceto medio  proprio una cosa di lusso, specialmente colleducazione frivola che vi ricevono le ragazze. Appunto per la smania di guardar sempre pi in alto, nelleducare le fanciulle si prende esempio dai pi ricchi, e cos si cerca che figurino in societ, che conoscano alcune lingue straniere, che sappiano suonare il piano-forte, e si mettono fuori di strada. Se invece guardassero pi basso e prendessero esempio dal popolo e le avvezzassero a condurre una vita operosa senza metter loro tanti grilli pel capo, non sarebbero uno spauracchio per gli uomini. Quando una donna non  ricca deve almeno essere esperta in tutte le faccende di casa, e conoscere larte difficilissima di far molto con poco.
Lo studio di conservare quello che si possiede, di non spendere mai un soldo che sia inutile, quel badare alle piccole economie e tener in casa e nel proprio borsellino un perfetto ordine, vale assai pi per una donna, che sapere alla perfezione parecchie lingue straniere e nella vita pratica le riescir certo molto pi utile che conoscere una scienza o unarte di puro diletto. Queste donne sono rare come le mosche bianche ma fortunatamente ce n, e formano la vera felicit dei loro mariti ed ho sentito spesse volte dire da alcuno di questi esseri fortunati:
Mia moglie sa far le cose tanto per bene che quasi spendo meno ora che siamo in due di quando ero scapolo.
Ma per ottenere questo scopo una donna deve avere leroismo di non lasciarsi vincere dalla tentazione che la chiamerebbe ai piaceri esteriori, deve fare la sua casa il centro delle sue aspirazioni, deve in generale aver tanta forza da fuggire le societ dove le persone pi ricche vanno a far sfoggio delle loro vesti e della loro vanit. Oppure se la sua posizione sociale la obbliga a frequentare una societ pi elevata deve aver il coraggio di andarvi modestamente contentandosi di starsene piuttosto nellombra, non gravare per questo il suo bilancio di spese inutili, abbandonare lidea di gareggiare con chi ha maggiori mezzi di lei, e sar certo pi stimata con gran vantaggio della sua pace domestica.
In questa classe pi che nelle altre si pu dire che gli estremi si toccano,  qui che si trovano le famiglie pi tranquille e le pi disordinate. Da un lato spese pazze, debiti, miseria in guanti bianchi, discordie in famiglia, disordine e confusione. Dallaltro lordine, la pace e la tranquillit, dovuti allabnegazione, al senno, allabilit della donna.
Ci sono delle famiglie di artisti, letterati, dottori, negozianti nelle quali ogni cosa  diretta dalla moglie con cure intelligenti: essa pensa a tutto, sa spendere il denaro che le d il marito, con tanto discernimento che sembra si moltiplichi nelle sue mani. Tiene per s tutte le piccole noie della famiglia per non distogliere il marito dagli affari, qualche volta lo aiuta e riserba per s il lavoro pi uggioso e materiale. Se sapeste quante donne furono in questo modo compagne affettuose e collaboratrici intelligenti dei lavori del marito, non aspirando mai alla gloria, paghe soltanto duna carezza o dun sorriso del loro compagno.
Se le case avessero le pareti di cristallo, oltre a delle vere furie in gonnella capaci di gettare lo scompiglio in una casa, si potrebbe vedere altre donne che sono veri tesori per la loro famiglia.
Ecco perch vorrei che le mamme, appunto nella classe media dove ci sono maggiori bisogni e minori vantaggi, invece di avvezzare le fanciulle in un semi ozio, le avvezzassero ad una vita operosa, sicch oltre al potersi occupar bene della loro casa avessero anche qualche abilit atta a procurar loro da vivere: sarebbe un tesoro per le loro figlie: gli uomini non avrebbero alcun timore di farne le loro compagne per tutta la vita.
Naturalmente, la donna deve crearsi quelle occupazioni che non richiedono labbandono del tetto domestico, ma potrebbe benissimo procurare alla famiglia un po dagiatezza e occupare utilmente il tempo che i ricchi sciupano in feste e divertimenti; e poi anche non trovando marito una donna che si pu concedere le gioie del lavoro potr essere ugualmente felice; perch il lavoro  un compagno fedele che fa passare le giornate rapidamente, ci rende indipendenti; e lui solo ci pu dare tutte quelle gioie che ci vengono negate dalla famiglia.


IL MATRIMONIO DEL RICCO.
Se il ricco avesse la semplicit e il buon senso del povero, se avesse dovuto come il povero condurre una vita fra le lotte e i sacrifizii, allora soltanto potrebbe apprezzare il giusto valore delle sue ricchezze, e lungi dalle lotte della necessit giornaliera, senza preoccupazioni per lavvenire, potrebbe condurre una vita veramente felice. Ma i pensieri del ricco sono artificiosi come la vita che conduce, come lambiente in cui vive, e leducazione che riceve. I moti del cuore sono resi muti dal calcolo della mente, glimpulsi generosi sono frenati dai dettami della ragione. Vedete, in generale, come sono combinati i matrimonii dei ricchi. I giovani non centrano quasi per nulla, e non vengono consultati che allultimo momento. I genitori, quando hanno unito due nomi pomposi, due fortune rispettabili, credono daver formata la felicit dei loro figliuoli; che di solito si sposano o per avere degli eredi del loro nome e della loro fortuna, o per emanciparsi un po dai genitori, e in principio, travolti in mezzo ai vortici di pranzi, dinviti, di doni, di ricevimenti, non hanno tempo di pensare allavvenire; sono quasi inebbriati, specialmente le povere fanciulle, che non vedono lora di poter dominare in uno splendido palazzo, di indossare le ricche vesti ed i diamanti del loro corredo, e si sognano che la vita debba essere un continuo succedersi di feste e di divertimenti. Perci esse accettano con facilit, il primo giovane che vien loro proposto e si sposano conoscendo molto superficialmente luomo che dovr essere il compagno di tutta lesistenza, lamico, il protettore.
Spesso succede in simili matrimonii che pochi giorni dopo le nozze i due sposi facciano la dolorosa scoperta di non essere nati luno per laltro. Se non avessero mezzi di fortuna per poter vivere agiatamente divisi, farebbero qualche tentativo per andare daccordo. Se non fossero stati avvezzi senza lotte, in mezzo alla seta e al velluto, accarezzati e cullati da troppo deboli genitori, forse non si sgomenterebbero di qualche contrariet nel principio e tenterebbero di tirare innanzi e di tollerarsi a vicenda.
Ma a che fare tanti sforzi, sopportare tante lotte che non sono fatte per la loro debole fibra, quando possono farne a meno?
Fortunatamente danari ne hanno, il loro palazzo  abbastanza vasto perch possano starci tutti e due e condurre una vita quasi separata, incontrandosi di rado; cos almeno quelle poche volte che si troveranno insieme non avranno questioni e saranno buoni amici; poi possono permettersi il lusso di viaggiare luno a oriente, laltro a ponente, uno dandare in campagna, mentre laltro rimane in citt; hanno molti servi a loro disposizione, possono vivere con un certo sfarzo e appagare tutti i loro capricci; tengono un po lapparenza verso la societ, del resto cercano di stordirsi in mezzo ai piaceri ed ai divertimenti, perch tremano al pensiero della solitudine delle loro sale dorate. Se hanno figliuoli vengono affidati a delle istitutrici, e in questo caso si pu dire che la ricchezza divide la famiglia, e invece di apportar la gioia porta il dolore.
Se sapeste quante volte, quella signora che vedete tutta elegante passare come un lampo in uno splendido equipaggio e tutta sorridente a teatro nel suo palchetto, oppure cosparsa di gemme scherzare in una festa da ballo, se sapeste il vuoto che ha nel cuore, e quante volte, dopo una festa rumorosa sparge lagrime amare sul suo guanciale guernito di trina! Vi sono dei momenti che essa invidia la povera fanciulla che col cuor contento allieta di gaie canzoni il modesto casolare, e darebbe una gran parte delle sue ricchezze per avere un cuore fedele, su cui versare tutto lanimo suo.
Un uomo potr anche provare delle soddisfazioni fuori dalle domestiche pareti, ma per una donna la casa  il suo mondo e tutto il resto non pu essere unebbrezza passeggera tanto da farle obliare per qualche istante i suoi dispiaceri, i quali verranno pi tardi con maggior forza a renderle infelice lesistenza.
Per se  una cosa rara, pure la felicit nelle case dei ricchi non  sempre una vana parola, e qualche volta la simpatia unisce due persone che si trovarono unite quasi per ubbidire allaltrui volont.
Allora s che la ricchezza  come una splendida cornice ad un bel quadro di felicit domestica. In simili casi le immense sale del palazzo non si aprono che per le grandi occasioni, e si riserba per uso giornaliero un quartierino elegante, ma tale da poter tenere unita tutta la famiglia, e non sparpagliata per gli angoli del palazzo.
E l marito e moglie vivono in una serena intimit ed entrambi si occupano delleducazione e del benessere dei figliuoli, che sono lo scopo principale della loro esistenza. In quanto ai divertimenti e alla societ non sono che distrazioni che si permettono di tratto in tratto, ma che non servono che a far loro amare sempre pi la casa e i figliuoli, e racchiudono in quelle poche stanze tutta la loro felicit.
Ma questa felicit non la si pu raggiungere che vincendo le difficolt che sincontrano sempre nel principio duna nuova vita e quando marito e moglie si uniscono in un solo pensiero ed hanno una sola volont; per combattere, lottare e uscirne poi contenti e vittoriosi.


A CHI LO SCETTRO?
Nel mio libriccino intitolato: il regno della donna, ho dimostrato come fra le pareti domestiche la donna sia regina, ma naturalmente non intesi dire che il marito debba per questo esserle schiavo e soggetto. Allora, chi comander fra le domestiche pareti? mi par di sentirmi chiedere dalle mie amabile lettrici.
Tutti e due, rispondo. Colla sola differenza che mentre il marito deve esser uomo e re, la moglie, pur essendo regina, dovr sempre e prima di tutto conservarsi donna, e saranno due autorit che non cozzeranno fra loro perch dindole affatto diversa. Luno comander colla saldezza dei propositi, laltra colla grazia e colla dolcezza; luno colla forza della volont, laltra con quella della persuasione; e se in molte cose luomo dovr avere una certa superiorit non dovr valersene che nelle grandi occasioni quando una soverchia debolezza potrebbe essere dannosa al benessere della famiglia.
Ecco perch egli non  obbligato se intraprende alcuna cosa di chiedere il consenso alla moglie, per se la metter a parte dei suoi progetti, essa per questatto di fiducia gliene sar riconoscente, lo amer cento volte di pi e forse potr dargli un buon consiglio non fossaltro perch le cose si vedono meglio con quattrocchi.
La moglie invece quando fa qualche cosa di una certa importanza dovr sempre chiedere il consenso del marito, e purch ci che chiede sia cosa ragionevole sar certa di ottenerlo, perch colla sua esperienza avr imparato a prenderlo dal lato migliore, e lo persuader colla sua grazietta ad appagarla in tutto ci che desidera.  vero che chi concede pu anche negare; e in questo modo la donna viene a riconoscere la superiorit di lui, ma ha il vantaggio di rinunciare ad una parte di responsabilit, cosa che alle volte riesce molto comoda, e toglie al marito il diritto di rimproverare la moglie, se la cosa chiesta non riesce. In conclusione  quando si ottiene ci che si desidera  quando si riesce a far volere a nostro marito quello che vogliamo noi, sia pure colla forza della persuasione, possiamo vantarci dessere potenti, e non dobbiamo badare a tanti cavilli.
Del resto  cos bello e piacevole poter appoggiarsi sopra un braccio sicuro e aver consiglio e protezione, che la nostra sorte  piuttosto da invidiare che da compiangere, e tutte le donne che non soffrono di star soggette e si vorrebbero emancipare, devono essere o molto infelici o molto prepotenti.  vero che sta in nostro potere di far molto per modificare e migliorare il carattere del marito, ma non si potr certo ridurlo nostro schiavo, anzi credo che la maggior parte di noi non vorrebbe nemmeno una cosa simile, perch ove si volesse sempre in ogni occasione ridurlo a fare il nostro piacere, si finirebbe col non stimarlo pi e poi col cessare di amarlo.
Per in ogni caso luomo non deve approfittare della sua superiorit per tenere oppressa la moglie, ma deve trattarla come amica e compagna ed essere verso di lei generoso; tutto concederle quando ci che essa chiede sta nei limiti del possibile, nel mentre essa dal canto suo deve pensare che tanto pi regna nel cuore di lui, quanto pi gli si mostra umile e sottomessa.
Dove la influenza della donna  invece potente, dove la sua autorit illimitata,  verso i figliuoli. Basta che ne sappia usare a tempo e luogo. Non dico che anche il padre non abbia sui figli una certa autorit, ma portato dai suoi affari o dalle consuetudini a condurre una vita pi esteriore che casalinga, la sua autorit  a sbalzi e senzordine, il che la rende inefficace, mentre quella della madre  assidua, costante si esercita ad ogni ora, ad ogni momento, tanto che volere o non volere siamo noi donne che facciamo gli uomini, e se ci appoggiamo sui nostri mariti, a noi si appoggiano i nostri figliuoli; onde se da un lato siamo spose dolci e sottomesse, dallaltro per compensarcene siamo madri e regine assolute.
Tutto questo avviene in realt, ma in apparenza lautorit del marito e della moglie deve essere eguale verso i figli e i domestici che sono i sudditi di quel regno in miniatura che  la casa. Guai se la moglie proibisce che venga in casa eseguito un ordine dato dal marito, e guai se questi permette che alla sua presenza si perda di rispetto a colei che ha scelto per compagna della sua vita.  pure bruttissima cosa che luno protegga un servo che laltro non potesse sopportare anche senza una ragione al mondo e per una semplice antipatia.
In confronto alla pace e felicit coniugale, il privarsi sia pure dun servo fedele deve esser calcolato, come lo  infatti, una cosa da nulla, e marito e moglie in ogni caso e in ogni occasione devono essere uguali di fronte agli inferiori.
Non raccomanderei poi mai abbastanza di conservare verso i figliuoli quella certa aureola di stima e di rispetto senza la quale non  possibile che divengano un giorno uomini saggi e per bene. Ci sono  vero dei genitori troppo severi, ma in faccia ai figli n uno n laltro deve aver torto, altrimenti sarebbe come guastarli per tutta la vita.
Per esempio un figlio commette una mancanza e la mamma lo condanna a star senza frutta; soffrir,  vero, il suo cuore nellinfliggergli questo castigo, ma si rassegna trovandolo una crudele necessit.
Il bimbo fa il broncio con gran noia del padre, che in quelle poche ore che sta con lui vorrebbe vederlo allegro e sorridente.
Quando poi vengono in tavola le frutta il bimbo non pu pi reggere e d in un pianto dirotto.
Il babbo si lascia vincere da un momento di debolezza e dice alla moglie:
 Via, poverino, perdonagli, dagliene una, una sola.
Il bimbo piange pi forte e va rifugiarsi nelle braccia del pietoso genitore.
La mamma si sente straziare doppiamente il cuore perch  offesa come moglie e come madre, ma che deve fare?  costretta a cedere.
E intanto sapete cosa ha imparato quel fanciullo?
Che la mamma  cattiva e il padrone in casa  il babbo, e se anche la mamma gli rifiuta qualche cosa, non glimporta affatto perch sa a chi dovr rivolgersi per ottenere ci che vuole. Forte di questa scoperta avr tutti i giorni nuovi capricci, avr imparato dal babbo a non rispettare la mamma, e fatto pi grande imparer da s a non rispettare nemmeno il babbo, e i genitori dovranno pregare il cielo che da simili semi non escano poi pessimi frutti.
Qualche volta  invece il babbo che viene a casa di cattivo umore e non gli par vero di cogliere la pi piccola occasione per castigare il figliuolo. La mamma naturalmente si sentirebbe voglia di rimproverare il marito e di scusare il bimbo, ma guai se si lascia dirigere dallimpulso del cuore; e se vuol proprio il bene del figlio deve pensare che  assai meglio lasciarlo soffrire per un ingiusto castigo, piuttosto che far perdere il rispetto che deve avere allautore dei suoi giorni.
I genitori quando sono fra loro, son liberissimi di rimproverarsi e di mettersi daccordo sul modo di educare i figliuoli, ma per carit, alla presenza dei figli non mostrino n debolezze n tentennamenti e diano lesempio dessere una sola volont e di rispettarsi lun laltro se vogliono chessi crescano rispettosi ed ubbidienti.


UNIONI INFELICI.
Le pareti domestiche non sono sempre un asilo di pace e di concordia, non tutti gli sposi hanno tutta la virt e labnegazione necessaria per sopportarsi e compatirsi a vicenda, se per caso i loro caratteri non fossero fatti per andare perfettamente daccordo.
Assai pi spesso di quello che si creda, la casa  una specie di campo di battaglia, e due esseri che dovrebbero avere un solo pensiero e una sola volont, sono tanto lontani fra loro come il polo artico da quello antartico; uno dice bianco, quando laltro dice nero; quello che uno vuol caldo laltro vuol freddo; e cos via, cominciando dalle cose pi insignificanti fino alle pi importanti; sono case dove ogni parola  una ferita, ogni azione un dispetto, ogni movimento un ostilit; ma questo ancora  il meno; ci sono esseri ingannati prima del matrimonio da false apparenze, che si vedono condannati a convivere per tutta la vita con un essere abbietto che non possono fare a meno di disprezzare, e vivono senza speranza di poter mai liberarsi da un giogo divenuto insopportabile. La potete immaginare, la vita orribile che devono condurre quegli infelici? Certo Dante nel suo Inferno non ha ideato un tormento maggiore.
Anche il matrimonio ha le sue vittime come la guerra; e se ci sono donne che con coraggio e pazienza sopportano in silenzio le pi crudeli torture, e uomini che per amor della pace devono ogni cosa tollerare dalle mogli bisbetiche, non tutti possono essere eroi, e ve nha che si stancano e si ribellano. Altri vanno fino al delitto per liberarsi da un compagno che rende loro lesistenza una continua tortura e preferiscono finire in una prigione a trascinare una catena che trovano meno pesante di quella del matrimonio.
Ci sono di quelli che stanchi di una convivenza divenuta insopportabile ricorrono alla divisione, ma se per un uomo che vive duna vita piuttosto esteriore e in mezzo al vortice degli affari pu trovarci una soluzione abbastanza sopportabile, per una donna  una condanna peggiore della convivenza con un marito esigente e crudele. Che pu fare la poveretta legata per sempre ad un uomo, eppure sola nel mondo e abbandonata a s stessa e per giunta condannata dalla societ che non ammette le posizioni equivoche e costretta a portare un nome che le  divenuto odioso? Per lei, qualunque cosa tenti, da qualunque parte si volga, non vede che un buio continuo ed  condannata ad essere o infelice o colpevole.
Ora tutti questi esseri infelici hanno veduto un po di luce fra le tenebre, e a quella si rivolgono come ad un porto di salvezza.  la legge sul divorzio, proposta di recente in Francia ed in Italia. In Francia se ne parl molto fu tema di commedia, di dramma, per qualche tempo occup tutte le conversazioni nei salotti eleganti, difesa da alcuni, combattuta da altri, lodata, biasimata, posta in ridicolo, e dopo tanta agitazione e tanto chiasso non se ne fece nulla.
Vedremo la sorte che avr in Italia, dove le questioni si prendono con pi calma e forse con maggiore seriet. Anche presso di noi il divorzio ha i suoi detrattori e i suoi propugnatori e in mezzo a tante opinioni differenti la mente non sa da qual parte rivolgersi. Io non mi sento da tanto di poter trattare un argomento di simile importanza, ma per la giustizia, per il bene della societ e specialmente per quello della donna,  desiderabile che una legge simile venga sancita dai nostri legislatori, sempre per con molte restrizioni.
Se il divorzio si potesse fare con tutta facilit, sarebbe davvero una cosa molto comoda per quelle sposine volubili e mai contente di nulla, che si vedrebbero allora far mille capriccetti per tormentare il marito e mostrarsi bisbetiche e incontentabili, e fare precisamente come i fanciulli quando vogliono un nuovo balocco, tanto per cambiare marito anche a costo di doverlo rimpiangere poi; e molti mariti incostanti si vedrebbero maltrattare le loro mogli per il gusto di poter fare legalmente un po di variet; allora s, che si starebbe bene! povero mondo e povera famiglia, non ci sarebbe nulla di sacro. Ma invece sar come un ncora di salvezza, come una liberazione, per quella fanciulla onesta e virtuosa che, ingannata da arti simulatrici, and sposa ad un uomo capace di qualunque delitto, che forse un giorno finisce ad essere condannato ad una pena infamante, e il suo nome viene cancellato dalle liste civili, cos non sarebbe costretta ad esser legata per sempre ad un uomo che  stato scacciato dal consorzio umano e non figura che come numero nelle liste dei carcerati. Oppure sar il rifugio delluomo onesto e leale che spos una donna spregevole sotto ogni rapporto, e vedr nel divorzio la sua liberazione. E noi donne specialmente si dovrebbe desiderarlo come quelle che ne avrebbero maggiori vantaggi, ci sono leggi abbastanza ingiuste verso di noi perch ne venga alcuna in nostro favore. Io, vedete, non sono fautrice dellemancipazione della donna, perch la calcoler sempre un essere debole in confronto alluomo; ma appunto per questa ragione ha bisogno di maggior protezione, e quelli che fanno le leggi e le riformano, dovrebbero pensare a questa cosa e trattarci con un po pi di giustizia, che forse si sarebbe allora pi contente della nostra condizione e non si direbbe come spesso succede: Che legge ingiusta per noi; ma naturalmente, le leggi le fanno gli uomini, e essi sono egoisti.
Se fosse il caso si sente che noi non si agirebbe in tal guisa, e se si facessero delle leggi forse sarebbero leggi strampalate, poco serie, ma laltra met del genere umano ci starebbe altrettanto a cuore come la nostra e ci si metterebbe meno testa, ma pi cuore.
Ora il divorzio per noi  ancora un problema da risolvere, e forse quando leggerete queste pagine ne saprete gi la soluzione; a quelli poi che forti del loro sentimento religioso non lo vorrebbero ammettere, io risponderei che Dio che viene rappresentato tutto indulgenza e bont, non potrebbe permettere infelicit delle sue creature; in quanto ai figliuoli, i quali sono la gran questione, di cui si fanno forti gli oppositori, mi pare che i figli che nascono in mezzo alle discordie in famiglia, sono condannati dalla loro nascita ad essere infelici, e piuttosto che siano continuamente spettatori di litigi,  molto meglio che vivano lontani dai genitori; anzi ci diventa una crudele necessit.
Nei paesi dove esiste il divorzio non ci si pensa mai, lo mettono in pratica assai di rado, e le famiglie sono pi unite e felici. Forse se il matrimonio non sar pi indissolubile, non far pi tanta paura ai nostri giovinotti, e molte ragazze troveranno un marito che non troverebbero altrimenti. Se ora  cosa che fa una certa impressione,  perch non ci siamo avvezzi, ma poi in seguito se ne riconoscerebbe la sua utilit; naturalmente che non si dovrebbe metterlo in pratica che nei casi estremi, non come regola, ma come eccezione. A voi poi desidero che non abbiate mai bisogno di usufruirne, e se poi avete figliuoli e non andaste daccordo coi vostri mariti, dimenticate voi stessi e i vostri dispiaceri, rivolgete lo sguardo a quegli occhietti vispi, a quei visetti sorridenti che aspettano tutto da voi, e il pensiero del loro avvenire vi riunisca ancora; e se mai vi fosse passata pel capo lidea del divorzio, il solo pensiero di quegli esseri innocenti che resterebbero nel mondo privi delle vostre carezze e delle vostre cure ve la faccia svanire quella brutta idea, e stendendovi la mano commossi, possiate dimenticare i vostri torti e giurare di non vivere che pei vostri figliuoli.


NUOVI LEGAMI.
Quando una signorina ha trovato marito ed  riuscita a farsi amare e stimare da lui, crede gi desser giunta al porto e che la sua vita debba trascorrere tranquilla e felice senza scosse o tempeste.
Questo potrebbe darsi se fosse destinata a vivere col marito sopra una montagna o in unisola deserta lontana dal consorzio umano, ma la poesia  belle buona e allatto pratico noi siamo proprio destinati a vivere in mezzo alla societ, la quale molte volte mette degli scogli sul nostro sentiero.
Non basta che una sposina abbia conquistato il cuore di suo marito; eccola dopo le nozze posta al contatto con una schiera pi o meno numerosa di parenti, i quali la guardano come unintrusa, laccolgono con sospetto, sono l con tanto docchi ad osservare ogni suo movimento, ad ascoltare ogni sua parola, e se fra marito e moglie lamore avvicina ogni distanza, nasconde ogni difetto, qui non  il caso medesimo. Gli amici si scelgono, si sceglie la moglie, si sceglie il marito, ma i parenti dobbiamo pigliarseli come sono, e quello che  peggio siamo costretti ad avere con loro continui rapporti per quanto ci riescano spiacevoli ed antipatici.
Generalmente una giovane sposa ha da conquistare in principio del suo matrimonio tutta una schiera di parenti che non le sono punto favorevoli. Intanto c una quantit di zii e di zie che avrebbero voluto vedere il giovane sposato a loro modo; le cugine che vedevano in lui un marito possibile e muoiono dal dispetto desserselo veduto sgusciare di mano. Se la sposa  di condizione inferiore alla loro, si ribellano allidea di trattarla con tanta famigliarit, se  pi ricca, la vogliono trovare superba e orgogliosa anche se non lo , e certo che se la giovane sposa non cerca sul principio di renderseli amici colla sua bont e cordialit, corre il rischio dessere in seguito involta in mezzo a pettegolezzi e a piccole guerricciuole, che se non la renderanno infelice, riusciranno certo ad amareggiarle lesistenza. Ma ancora coi congiunti un po lontani si possono avere pochi rapporti, baster di vederli di tratto in tratto, usar loro delle attenzioni, non dimenticarli nelle feste di famiglia e cos via; il pi difficile sar andare daccordo con quelli coi quali siamo destinati a vivere insieme, ad abitare sotto il medesimo tetto, che possono avere una grande influenza sulla nostra felicit avvenire.

Lo scoglio pi formidabile che possa trovare una sposa che entra in casa del marito  la suocera, e quella che pu amareggiare gli ultimi anni dellesistenza duna vecchia pu essere la nuora. Lantagonismo fra suocera e nuora  passato in proverbio e pochissime volte vediamo queste due donne che dovrebbero amarsi come madre e figlia, andare veramente daccordo.
Se si badasse bene,  una cosa naturale, per quanto una madre irrequieta di vedere il figliuolo vagabondo, ha desiderio che si formi una famiglia, allatto pratico non pu sopportare lidea che unaltra donna abbia sul cuore del figlio che  stato fino a quel giorno tutto suo, la medesima e forse maggiore influenza di quella che ha avuto lei, e le pare nellesaltazione della sua fantasia di veder tolti a s stessa laffetto e la stima che suo figlio ha per la moglie, e poi il suo occhio materno trova nel figliuolo ogni perfezione, e le sembra che la sposa sia indegna di lui. Naturalmente la nuora non  stata educata come le sue figlie e o la trova troppo frivola o troppo inesperta e non ha riguardo di farle qualche rimprovero; la giovane si ribella e spesso nascono delle guerricciuole in famiglia; il marito non sa a chi dar ragione, e si trova in serio imbarazzo, e quasi quasi saccorge daver commesso un errore daver condotto nella sua dimora tranquilla la sposa che pur ama, ma che vi ha fatto sparire per sempre la pace domestica.
 vero, c una certa difficolt nella convivenza fra persone di diversa et che hanno consuetudini differenti e che vissero per tanti anni divise, anzi estranee una allaltra; per operare di questi miracoli, ci vuole solo una grande simpatia che possa attirare luna verso laltra, e che faccia risaltare le buone qualit nascondendone i difetti, e converrete che queste simpatie sono rare come le mosche bianche, e tanto pi difficili quanto pi ce ne sarebbe necessit.
Dunque la madre che per la sua et dovrebbe aver pi giudizio e pi esperienza del mondo, se amasse veramente il figliuolo dovrebbe rinunciare al proprio egoismo e cercare la di lui felicit, che non pu essere disgiunta da quella della donna che ha scelta a compagna della vita. Dovr vedere nella nuora unaltra figliuola, amarla e consigliarla, senza offenderla se scopre in lei qualche difetto, e pi di tutto aver ogni cura per nasconderlo agli occhi del figlio e fare invece risaltare le sue buone qualit, poi dovr vedere di eclissarsi qualche volta non esser sempre l, come se volesse spiarla, e toglierle la libert di conversare da sola colle amiche o col marito, rinunciare ai divertimenti che non sono pi adatti alla sua et ed invece incoraggiare la nuora ad approfittarne, e nel mentre che si riserba una certa autorit nella casa, lasciare la nuora andare in societ ed esservi amata ed ammirata; le baster insomma ritornare colla mente agli anni della sua giovent e pensare a quello che le piaceva in quel tempo e come avrebbe voluto essere trattata, non volere invece infliggere i suoi gusti e le sue abitudini di donna matura ad una giovane che ha ancora da trascorrere tutto il cammino della vita, si riserbi le calme gioie dellautunno e lasci la nuora svolazzare libera come un uccelletto di primavera non invidii quei piaceri quando ne conosce ormai la vanit, e cerchi di non essere ai giovani dimpaccio e di farsi invece desiderare. Se sapesse come il suo figliuolo lamer cento volte di pi quando la vedr compiacente verso la sua sposa, e quanto sar contento se invece di sentirla a dire:
 La tua sposa non sa far nulla di buono,  sentir sua madre ripetere continuamente. Quanto  buona! ti sei scelto davvero una brava donnina.
Creda che se queste parole faranno accrescere lamore di suo figlio verso la moglie, non sar meno affettuoso per la madre, e non le toglier nulla del suo affetto, anzi lamer cento volte di pi.
Egli, se ha un bricciolo di cuore vedr sempre nella madre lautrice dei suoi giorni, la sua educatrice, quella che lha portato sulle ginocchia bambino, e lamer dun amore diverso da quello che ha per la moglie, ma non meno intenso, dun amore che saumenter assai pi il giorno che avr egli pure dei figliuoli, perch allora soltanto conoscer per prova cosa voglia dire lamore dei genitori pei figli, e sapr quante ansie e quante cure essi costano.
ln quanto alla nuora, essa dovr riguardare la suocera come se fosse la sua propria madre, e soltanto il fatto che  madre di suo marito dovrebbe farle sopportare pazientemente i suoi difetti, dovr accogliere i suoi consigli, come quelli duna persona che pu darli perch pi vecchia, esserle sottomessa e pur non volendo abdicare interamente alla propria volont cercare persuaderla con delicatezza e in modo da non ferire la sua suscettibilit. Dovr esigere che in casa sia calcolata come padrona pi vecchia e trattata con ogni riguardo dai domestici e dai figliuoli, e aver sempre presente che ormai discende il sentiero della vita e perci  obbligo delle persone pi giovani di toglierle tutte le spine che potesse trovare sul suo cammino a renderglielo per quanto le  possibile piacevole e facile.
Ora veniamo alla suocera del marito, perch quantunque luomo vive in una cerchia pi elevata e lontano dalle futili gare domestiche possa pi facilmente andar daccordo coi parenti nei rapporti sociali, la suocera pu avere una tale influenza nella sua casa da essere causa della sua infelicit. Ci sono delle mamme che nel loro egoismo dopo avere avvezzate le figliuole a guisa di puppattole a non aver altro che la loro volont, vogliono continuare a dirigerle anche quando queste hanno gi marito, ed amano tener le figliuole sottomesse come se fossero bimbe, con gran noia del marito che qualche volta si ribella a questa tirannia della suocera e succedono scene spiacevoli.
Fortunatamente  cosa assai rara che lo sposo vada in casa dei genitori della moglie, e in tal caso se vuol vivere in pace deve assolutamente rinunciare al suo libero arbitrio, e contentarsi di venir riguardato come schiavo, dove dovrebbe essere padrone. Molte volte per linfluenza della suocera si fa sentire anche lontano e lo perseguita fino nella sua propria dimora.
La figlia, avvezza ad appoggiarsi tutta intera sulla mamma, il giorno che abbandoner il tetto paterno oltre a sentirsi uno strappo al cuore per allontanarsi dalla sua mamma, prover listessa impressione che prova uno che non ha forza nelle gambe, il quale si trovi tutto ad un tratto privo di grucce; la poveretta non sapr dove appoggiarsi e sar come se fosse sospesa nellabisso; c lo sposo,  vero, al quale vuol bene, ma non ha con lui alcuna confidenza, non  come la mamma,  tuttaltra cosa.
La prima volta che lo sposo le chieder di esternare qualche suo desiderio, essa si trover molto imbarazzata perch non avr la mamma l per poterla consigliare, e comincer subito a tener unattiva corrispondenza con lei per chiederle ogni momento aiuto e consiglio.
Per esempio le scriver:  Mio marito vuol condurmi ancora in giro per il mondo, cosa mi consigli di fare?
E la mamma risponder:  Ho voglia di vederti non prolungare di pi il tuo viaggio, e piuttosto vieni ad abbracciarmi.
Poi ogni cosa che succeder nella sua casa sar subito pronta a scriverlo alla mamma.
 Senti, mamma, devo mettere nel salotto le tende rosse o le tende azzurre? Ieri ho pianto tutto il giorno perch mio marito era di cattivo umore e non mha detto una parola, e cos via.
Allora la mamma scriver al genero una lettera di rimprovero, lo tratter da tiranno e gli dir che  senza cuore a far soffrire una fanciulla chera stata avvezza ad essere accarezzata a casa sua.
Il marito saccorger davere una moglie molto schiocchina che dice tutto alla mamma le toglier la sua stima, non le far pi alcuna confidenza, perch sarebbe certo che la sua suocera saprebbe tutto.
Insomma in questi casi la mamma  quella che dirige la casa della figliuola e che in ogni questione prende naturalmente le sue parti e d sempre torto al genero, e a furia di piccole confidenze, di chiacchiere futili e un po di lavoro di due fervide immaginazioni fra la madre e la figlia cambieranno il pi buon marito in un tiranno, e molte volte basteranno queste inezie per rendere infelice ununione che, senza lintromissione della mamma, sarebbe stata felicissima.
Gli uomini bisogna conoscerli, e un marito pu sopportare e perdonare allinespertezza della sposa un po di disordine nella casa, pu tutto concedere alla sua volont; ma si irrita quando vede che tutto vien fatto nella sua abitazione per volont della suocera.
Io conosco un marito chera infelice perch sua moglie voleva sempre andare dalla madre che abitava ad una certa distanza. Egli doveva trascurare gli affari per condurre e ricondurre la moglie, che desiderava esser sempre in viaggio come se non si trovasse bene nella sua dimora.
 bello che una figliuola si lasci dirigere dalla mamma fino ad una certa et, e che sempre e in ogni epoca accetti con rispetto i suoi consigli, ma in tutto ci deveessere un limite, e le signore mamme dovrebbero pensare al modo di formare la felicit delle loro figliuole, anche a costo di perdere una parte della loro confidenza. Pensino che dopo le nozze una fanciulla non appartiene pi interamente ai genitori; essa deve seguire il marito, come dice il Vangelo, la Bibbia e perfino il codice, e pu avere dei segreti che non deve raccontare nemmeno alla mamma. Un qualche buon consiglio una madre lo pu dar sempre, ma a nessun costo non sintrometta fra marito e moglie, e non comandi nella casa dei figliuoli.
In quanto ai giovani devono sempre e in ogni caso rispettare e far rispettare le debolezze dei genitori e rammentarsi la storia di quel fanciullo che vedendo il padre e la madre dar da mangiare ai loro vecchi genitori gli avanzi nei cocci delle vecchie stoviglie, un giorno che si ruppe una ciotola di terra ripose i cocci in un cassetto e ai genitori che gli domandarono cosa volea farne, rispose: 
 Per darvi da mangiare quando sarete vecchi.

Un altro scoglio per una giovane sposa sono le cognate. Non parlo di quelle che non abitano insieme perch allora laccordo riesce pi facile e bisognerebbe metterci della cattiva volont perch non possono esservi cause di discordie, ma difficile  poter stare in pace con quelle colle quali si  destinate a convivere sotto al medesimo tetto.
Difficilmente due donne che abbiano lo stesso grado, la stessa et e la medesima autorit, e che pur non sono della stessa famiglia, possono vivere insieme in perfetta pace. Si devono prima di tutto amare come sorelle, eppure non hanno fra esse, n i vincoli del sangue n le memorie dellinfanzia, e si trovano tutto ad un tratto unite e congiunte forse avendo gusti affatto opposti, consuetudini diverse, e caratteri che cozzano pi o meno.
Ci vuole molta virt perch due regine possano andar perfettamente daccordo in un regno medesimo, ma  una cosa tanto bella, che, se per caso si deve convivere con una cognata, dobbiamo cercare ogni mezzo per riuscirci; per per poter vivere in pace non si dovr esigere chessa cambi di carattere, ma saremo noi che dovremo modificare il nostro a furia di pazienza e tolleranza fare che le sue consuetudini diventino facilmente le nostre; ci vorr anche un po di eroismo e sacrificare certi trionfi di societ alla pace domestica. Nostra cognata ha delle pretese alleleganza e ci vuole eclissare collo sfarzo dei suoi abbigliamenti? Procuriamo dessere modeste e lasciamole una cos frivola compiacenza. Ci tiene invece a brillare per il suo spirito e per la sua bellezza? e noi facciamoci piccine, stiamo nellombra e non cerchiamo inutili gare che potrebbero apportarci,  vero, qualche soddisfazione di amor proprio, ma che finirebbero col fomentare delle spiacevoli discordie in famiglia, e lasciamo pure agli altri il vanto di primeggiare collo splendore dello spirito e della bellezza. Contentiamoci dessere buone; e infine la vittoria sar nostra.
Mostriamoci pure superiori a certe invidiuzze e piccinerie, lasciamo cadere i pettegolezzi inutili, tolleriamo molto se vogliamo esser tollerate, e teniamoci sicure che, specialmente nei rapporti famigliari, si trionfa pi colla bont del cuore che colle seduzioni della bellezza e la forza dellingegno. Ci sono di quelle donne che nella convivenza, invece di badare ai propri difetti, si compiacciono di propalare ai quattro venti i difetti di coloro coi quali sono destinati a convivere, e a criticarli e metterli in ridicolo. Agiscono malissimo e non ci fanno nemmeno loro buona figura. Fra parenti, di qualunque grado siano, ci vuole una certa solidariet, e sar ben fatto nascondere tutte le debolezze, tutte le magagne della famiglia invece di rivelarle agli occhi degli indifferenti; e se udiamo sparlare di un qualche nostro congiunto, invece di far eco anche noi a quelle parole, dobbiamo difenderlo con tutte le nostre forze, perch per quanto si faccia non possiamo scioglierci dai legami di parentela che ci uniscono e formano di noi quasi una trib a parte fra quelle che costituiscono lumana famiglia.
Se i nostri parenti sono amabili e graziosi, non si fa molta fatica ad amarli; ma  appunto col vivere in pace con quelli che sono di carattere bisbetico, prepotente e intollerante che si mettono alla prova le nostre virt e la nostra pazienza.
Gli uomini  pi facile che possano andare daccordo, perch vivono fuori della casa e se non hanno in comune gli affari non possono avere fra loro molti punti di contatto. Ma due donne sotto al medesimo tetto vuol dire vedersi ad ogni minuto della giornata, essere in continui rapporti e specialmente essere unite in quelle cure domestiche che costituiscono lambizione della donna e nelle quali vorrebbe esser padrona assoluta, tanto che in una casa dove pi donne avessero potuto vivere fra loro in pieno accordo vorrei mettere unepigrafe a lettere doro che ladditasse allo sguardo dei passeggeri.


I FIGLI.
Una delle cose che pi ardentemente si desidera dopo il matrimonio  di vedersi coronati da un bel numero di figliuoli. Sono essi che stringono maggiormente i legami fra marito e moglie, che ci rendono migliori, e ci fanno amare la casa e il lavoro; essi sono qualche cosa che rester di noi nel mondo a continuare le nostre idee, anche quando non ci saremo pi; sono la nostra ambizione, il nostro pensiero costante, la nostra preoccupazione. Essi ci sono cagione di sovrumane gioie e di dolori profondi, dore serene e di momenti di grandissima inquietudine.
Per, pensare ai figliuoli cos in astratto,  una bellissima cosa e piena di poesia, ma allatto pratico  una faccenda molto diversa, specialmente per la madre che ha, si pu dire, fino da quando sono nati, tutta la responsabilit della loro educazione.
Se ne ha uno solo  facilissimo che diventi un tiranno; se ne ha molti, deve rinunciare a tutto e a tutti, per non vivere altro che in mezzo alla sua piccola trib.
Per esempio: li ha lasciati per qualche momento in giardino lieti e felici, a correre e saltare, ed essa intanto pensa di occuparsi di qualche faccenda domestica.
Tutto ad un tratto ode gridare; abbandona il suo lavoro e corre pallida, tremante, senza fiato, a vedere ci che  successo; spesso  un falso allarme, ma intanto la poveretta ha sofferto per un momento una terribile inquietudine. Qualche altra volta le sono tutti intorno, e non le lasciano un momento di pace; uno s fatto male ad un dito e strilla, un altro s strappato il vestito, un terzo ha fame e chiede un pezzo di pane, un quarto piange perch non gli riesce il cmpito della scuola, uno la tira da una parte, laltro dallaltra; insomma ci vuole una pazienza da santa per calmarli tutti e farli stare a dovere. Sono bimbi, sono piccini, ma quando sono in quattro o cinque, sembrano tanti diavoletti e sono capaci di far disperare qualche volta la donna pi paziente. Ho veduto delle madri piangere per non sapere da che parte cominciare per frenare i loro figliuoli turbolenti. Per una madre non deve lasciarsi intimorire e deve abituarli fin da piccini a sottomettersi alla forza della sua volont; conviene tenga sempre le briglie in mano per poterli dirigere, e qui usare lo sprone, l il freno, a seconda della loro indole.
Come ho detto altre volte, leducazione dei bimbi deve cominciare da quando sono in fascie, e i genitori devono farsi stimare e rispettare per poterli dirigere, e dirigerli poi secondo il loro carattere; perci un sistema non vale per tutti, come non hanno tutti la medesima forza di volont o il medesimo ingegno.
Date a diversi architetti gli stessi materiali, ed uno vi fabbricher una casa, laltro un palazzo, un terzo un tempio, un altro un monumento; perch ognuno ha un ingegno speciale e distribuisce i materiali secondo il suo modo di vedere; per tanto la casa quanto il palazzo e il monumento avranno dei pregi e saranno utilizzati secondo i loro usi, purch abbiano solide fondamenta, ed il materiale adoperato sia di buona qualit; cos noi dovremo fornire ai nostri figliuoli dei buoni materiali, se uno raggiunger altezze sublimi e un altro avr una posizione pi modesta, purch le fondamenta siano buone e ne risultino uomini operosi e onesti cittadini, noi avremo fatto il nostro dovere.
Non si potrebbe scrivere un giusto sistema di educazione, appunto perch ogni fanciullo ha unindole propria. Ogni madre deve inventarne uno tutto suo e modificarlo per ogni figlio, perci deve fare uno studio continuo delle loro tendenze e del loro carattere, poi di s stessa, ed infine degli oggetti da cui sono circondati, e di questi servirsene in modo che tutti concorrano ad istruire ed educare il loro cuore e le loro menti bambine; poi, pi che insegnar loro il bene e la virt, dovr essere la loro inspiratrice; fare il bene invece di predicarlo, insegnare con una carezza e ammonire senza averne laria. Quelli che quando parlano coi loro figli assumono unaria cattedratica, non fanno altro che far loro venir in uggia il bene.
Tutti i bimbi sono un misto di buone qualit e di difetti, perci si dovr vedere di coltivar quelle e distruggere questi; fin che un bimbo  piccino  come un pezzo di cera; una madre attenta potr foggiarlo a suo modo, ma non dovr trascurar nulla e farne il suo pensiero continuo. Prima di far i figliuoli saggi, cerchi di farli buoni e che leducazione fisica, morale e intellettuale possano andare di pari passo, senza che una pigli il posto dellaltra. Se non cercher che di sviluppare la forza fisica del fanciullo, ne far un bruto o un selvaggio; se coltiver soltanto la mente, ne potr fare un tiranno o un visionario; se penser soltanto al cuore, potr forse fare un buon diavolaccio, un agnellino, ma un imbecille; dunque leducazione devessere completa, e se lesercizio potr sviluppare la forza fisica, se un maestro potr essere chiamato per svilupparne lintelligenza, il cuore di un fanciullo non potr essere ben educato che dalla madre, perch essa sola vi pu leggere dentro come in un libro aperto.
Spetta soltanto alla madre di formarne lindole e il cuore; dirlo  una cosa facile; tanti hanno scritto dei trattati sulleducazione dei figli, che forse non sarebbero capaci di mettere in pratica, perch ci sono tante gradazioni, tante misure, ed  felice chi coglie quella giusta che si conviene allindole della propria famiglia. Come ci sono varii modi di condursi in societ, cos ci sono varii metodi deducazione: per esempio, ci sono dei bimbi educati in modo e di sentimenti tanto delicati, che basta una parola per farli soffrire pi delle pi forti percosse. Eccovi una scenetta domestica che potrebbe servirvi di esempio.
Un fanciullo ha commesso una mancanza. La madre non lo sgrida, si contenta di dargli unocchiata piena di rimproveri.
Il bimbo savvicina a lei per avere un bacio e per fare la pace.
 No, mio caro,  gli dice la mamma,  non scegli bene il momento per aver dei baci, non sono contenta di te ora.
Basta un bacio rifiutato e queste parole dette con tutta la calma, per far andare il bimbo in un dirotto pianto. La mamma, quantunque si senta la pazza voglia di asciugare quelle lagrime a furia di baci, non vuol far le cose a mezzo; si trattiene e gli fa comprendere con sagge parole che le lagrime non servono a commuoverla, anzi non fanno che aumentare il suo malcontento, e soltanto la dolcezza e la bont avvenire riusciranno a cancellare il suo fallo.
Il bimbo vede che colle lagrime non ottiene nulla, e nel medesimo tempo  impaziente di poter riacquistare le carezze perdute, di cui sente una grande mancanza; studier tutti i mezzi per esser buono e servizievole, ad ogni tratto interrogher la faccia della mamma, ma non dir nulla e si contenter di mandare un profondo sospiro se la vedr ancora rabbuiata; quando poi essa trover che  stato punito abbastanza, se lo piglier in braccio e gli scoccher un bel bacio; allora s che si sentir sollevato; e non c bisogno che lo prometta, ma si rammenter tutto ci che ha sofferto e si guarder bene dal disobbedire alla mamma; eppure quella mamma lo ha castigato con nulla, ma lo ha saputo educare in modo che la privazione duna carezza riesca a lui pi dolorosa di qualunque castigo.
Ora volete che vi faccia vedere unaltra scenetta perch possiate persuadervi del miglior sistema di educazione?
Ad una disobbedienza dun fanciullo, la madre s stizzita e gli ha dato un scappellotto; il bimbo piange perch sente il dolore fisico, poi, passato il bruciore,  passata pur la memoria del castigo, e appena gli capita unoccasione, ritorna a trasgredire ai voleri della mamma; essa ritorna al suo sistema, credendolo il migliore, fino chegli sabitua anche agli scappellotti e o la madre deve raddoppiar la dose, con pericolo della salute del figlio, oppure deve rinunciare alla speranza di emendarlo. Al dolore fisico ci si abitua pi facilmente che alle ferite morali, le quali fanno molto male al cuore specialmente quando sono inflitte da una madre amorosa; e nel mentre uno dal castigo ricevuto avr imparato ad amare la mamma cento volte di pi, laltro trover che  cattiva e che merita di non essere ubbidita. Anche il sistema di castigare i fanciulli col privarli della frutta o di qualche divertimento, non ladotterei che in casi speciali, e quando i fanciulli non fossero abbastanza sensibili ai castighi morali, perch sono castighi che lasciano sempre dietro di s un po dirritazione verso i genitori e un po damarezza.


SEVERITA E DEBOLEZZA.
Non tutti i bimbi si possono educare colla dolcezza; ve ne ha dindole cos poco arrendevole coi quali conviene essere severi nostro malgrado, per il loro bene. Come si vedono dei cavalli che si conducono con una carezza ed altri tanto ricalcitranti che conviene ridurli allobbedienza a furia di sprone.
Per, come ho ripetuto molte volte, un solo sistema non pu servire per tutti e bisogna conoscere i propri figliuoli e conoscer bene s stessi per poter usare con tutti quella giusta misura.
La severit eccessiva pu facilmente cambiarsi in tirannia, una eccessiva dolcezza si muta con tutta facilit in debolezza, e tanto uneccesso che laltro sono imperdonabili specialmente trattandosi dei figliuoli. Molte volte vediamo genitori severi pentirsi troppo tardi della loro severit.
A questo proposito voglio raccontarvi una storiella che vi mostrer la verit di quello che dissi.
Il colonnello Lombardi era un uomo sui quarantanni, rigido, severo, di quelli del vecchio stampo, e soleva apportare fra le pareti domestiche la stessa disciplina che manteneva nel suo reggimento. La signora Adele, sua moglie, era invece dun carattere dolce, buono, paziente, e si appoggiava interamente sopra suo marito, non lo contrariava mai, ma non andavano perfettamente daccordo sul modo deducare i figliuoli. Ella trovava che suo marito li trattava troppo severamente, ma egli non le dava retta e voleva fare a suo modo.
 Vedi come tremano quando dirigi loro la parola!  essa gli diceva  se continui cos ti farai temere, ma non amare.
 Lascia fare a me  le rispondeva il colonnello  quando saranno adulti mi ringrazieranno, io non voglio che i miei figliuoli crescano come deboli femminucce.
Adele sospirava, ma non aveva coraggio dinsistere, e procurava colla sua dolcezza di far dimenticare ai figliuoli la severit del padre.
Cos crescevano Gustavo e Camilla, due bei fanciulli sani e vigorosi, fra le carezze della mamma e i rimproveri del babbo.
Egli non lasciava passare la pi piccola mancanza senza punirli, voleva che sabituassero a tutto, al caldo, al freddo, al vento, alla pioggia, alle strade alpestri, senza mai lagnarsi. Dinverno li mandava senza mantello in giardino a giocare colla neve, destate non voleva che portassero mai ombrello e a Camilla proibiva di portare il ventaglio, quellamico degli oziosi, come egli lo chiamava. Qualche volta li faceva arrampicare sulle montagne, e quando Gustavo si volgeva a dire: babbo, sono stanco, e Camilla chiedeva collo sguardo supplichevole di arrestarsi ad una fonte perch aveva sete, egli rispondeva con piglio severo e in modo che non ammetteva repliche: Avanti, avanti! ci fermeremo quando saremo giunti alla meta.
La signora Adele che non approvava questo sistema spartano di educare i figli, viveva in continua ansiet, temendo che pigliassero una volta o laltra qualche malanno; quando poi udiva il marito rimproverarli per cose da nulla si sentiva come ferire il cuore da tante punte di spilli, ma soffriva e taceva in silenzio.
Un giorno che il colonnello scoperse Camilla che col suo ditino staccava dei pezzettini di zucchero da una focaccia chera preparata per il pranzo, la chiuse in uno stanzino accanto alla sala e per quel giorno le diede soltanto pane ed acqua.
La signora Adele soffriva terribilmente, mentre mangiava, di sapere la sua bambina l accanto alla portata di poter sentire lacciottolo dei tondi e il profumo delle vivande, e alla quale con quellappetito che doveva avere, toccava contentarsi dun po di pane; le pareva di fare un peccato di mangiare quei cibi succolenti mentre la sua figliola era in penitenza, e avrebbe voluto almeno serbarle un po della famosa focaccia, causa di tanti guai, di nascosto del colonnello, ma aveva abbastanza buon senno per comprendere che in quel modo avrebbe guastata per sempre leducazione dei suoi figli e fatto un gran dispiacere al marito; sicch si content durante tutto il tempo del pranzo di dare delle occhiate supplichevoli al colonnello e compassionevoli alluscio del gabinetto dove stava rinchiusa Camilla. Erano occhiate espressive che suo marito comprendeva benissimo, anzi ad un certo punto quando si vide che facevano pi insistenti le disse, per toglierle ogni speranza di perdono:
 Via, calmati, per un giorno non morir poi di fame, e questa volta tassicuro che uscir da quello stanzino guarita dal vizio della gola.
Con Gustavo era ancora pi severo: lo lasciava senza frutta e senza pranzo per mancanze da nulla; la sera voleva esaminare i suoi quaderni e se vi trovava qualche sgorbio, qualche macchia dinchiostro, lo faceva stare alzato finch quelle pagine fossero ricopiate per bene. Insomma se passava un giorno senza che luno o laltro de fanciulli fossero castigati, era proprio un miracolo.
Intanto i due fanciulli crescevano, e dotati duna natura vigorosa il loro fisico si ringagliardiva sempre pi con quelleducazione severa; in quanto al morale, erano molto diversi luno dallaltro.
Camilla cresceva lidentico ritratto del padre, non scusava nessun fallo, non compativa nessun errore, era dura con s stessa e cogli altri, e prometteva di usare coi proprii figliuoli la stessa severit colla quale era stata educata.
Gustavo invece, di sentire pi delicato della sorella quantunque appartenesse al sesso forte, era sempre sensibile ai rimbrotti del padre e cercava devitarli usando lastuzia.
Per esempio aveva lavvertenza di tener un libro aperto davanti a s, quando si trastullava con qualche giochetto, che era pronto a nascondere se per caso capitava il babbo allimprovviso, e fingere dessere assorto nella lettura.
Quando il padre gli chiedeva come avesse impiegato le sue ore, inventava una quantit di bugie, diceva che aveva avuto da studiare cose difficili, oppure che aveva dovuto rimanere alla scuola mentre invece era stato a zonzo con qualche amico.
Il colonnello, di natura franca e aperta, non poteva sospettare nel figliuolo tanta finzione e gli credeva facilmente.
Gustavo per in fondo non era cattivo, adorava la sua mamma e avrebbe fatto per lei qualunque sacrificio, ma diceva che il babbo era troppo severo e che qualche volta meritava dessere ingannato. Infine pensava: le mie bugie non fanno male a nessuno, mi evitano soltanto dei dispiaceri, ecco tutto.
Intanto gli anni passavano, il colonnello era divenuto generale; Camilla aveva preso marito e Gustavo toccava quasi i ventanni; per suo padre lo teneva ancora come un fanciullo, sottomesso ai suoi voleri. La sera esigeva assolutamente che fosse a casa alle undici, cosa che a Gustavo dava una gran noia, tanto pi che i suoi amici, quando lo vedevano avviarsi per andare a casa, si burlavano di lui e gli dicevano ironicamente:
 Gi si sa, ora Gustavo deve lasciarci, ha il babbo e la mamma che lo attendono, egli deve ubbidire, altrimenti lo mettono in castigo, il bambino.
Gustavo fremeva a queste parole, una volta corse anche il rischio davere un duello per questa ragione, poi pens che per amor della pace era meglio una buona volta fare in modo di salvar le apparenze col babbo e passar parte della notte cogli amici.
Alle undici precise dava al generale la buona notte, poi entrava nella sua stanza; ma dopo pochi minuti usciva pian piano e ritornava a raggiungere i compagni: gli era bastato farsi di nascosto una chiave di casa e poteva entrare ed uscire senza che nessuno se naccorgesse.
Certe cose per non sfuggono al cuore di una madre. La signora Adele sapeva tutto, ma fingeva di non saper nulla, ed in cuor suo scusava il figliuolo che trovava tenuto troppo schiavo per la sua et.
Questa cosa and avanti per varii mesi senza che il generale scoprisse nulla; una sera per che dopo aver veduto il figliuolo a casa sera coricato mentre la signora Adele seduta presso ad tavolino finiva lultimo capitolo dun romanzo interessante, gli parve di udir rumore, si mise a sedere sul letto, tese lorecchio e disse:
 Adele, qualcuno si muove nellaltra stanza.
 Sar il vento  le rispose la moglie.
 Tassicuro che  qualcuno che ha aperto con precauzione la camera di Gustavo, sta tranquilla che non minganno.
La signora Adele tremava tutta, per ebbe la forza di rispondere con abbastanza calma.
 Ti assicuro che  la tua immaginazione, tutti dormono, non pu essere stato che il vento o il gatto.
 Va a vedere  soggiunse il generale  e sappimi dire se Gustavo  a letto, altrimenti so ben io....
La signora Adele non gli lasci il tempo di finire la frase e preso il lume savvi verso la camera del figlio; era certa di non trovarlo e non sapeva cosa avrebbe risposto al marito, mentre proprio non aveva il coraggio di mentire, e poi si aspettava di vederlo scendere dal letto e venire ad accertarsene coi suoi propri occhi. La camera di Gustavo era vuota, ma essa pens bene di chiuderla a chiave e mettersi la chiave in tasca, poi ritorn dal marito e disse:
 Sai che Gustavo si chiude sempre a chiave per star tranquillo e la stanza  chiusa infatti.
 Dovevi picchiare.
 Poverino! perch vuoi svegliarlo se dorme? una volta che  chiuso internamente vuol dire che c in camera.
 S, ma se invece avesse chiuso esternamente e avesse portato via la chiave? Io voglio essere ubbidito, hai capito? e se  fuori tassicuro che non entrer senza il mio permesso  e s dicendo salt gi dal letto e preso il lume, diede alluscio che metteva sulla scala ed era gi chiuso, un chiavistello interno che non adoperavano altro che per maggior sicurezza quando in casa non restavano uomini, port la chiave con s e la mise sotto al guanciale.
 Ora se  fuori non entrer senza il mio permesso,  soggiunse,  staremo a vedere.
La signora Adele avea le lagrime agli occhi e mentre il marito sera nascosto sotto alle coltri per non udir nulla, essa andava dicendo:
 Vedi, sei un po troppo severo con quel figliuolo, ormai ha ventanni e non si pu tenerlo come un bambino; mettiamo che fosse uscito questa sera, infine  carnovale, e anche tu quando sarai stato giovane avrai voluto spassartela. Se fosse uscito  certo che trovandosi scoperto e vedendo la porta chiusa, sarebbe capace di fare una disperazione,  tanto sensibile che piuttosto di sopportare la tua collera non tornerebbe pi a casa... ed io ne morirei dal dolore. Camilla ormai ha marito, e a noi  lunico figlio che ci rimane.
Ma la signora Adele aveva un bel supplicare, il generale non le dava retta e fingeva di dormire colla chiave delluscio sotto il guanciale.
Intanto le ore passavano e quella povera madre non poteva chiuder occhio, era andata a letto sperando di poter riuscire a mettere una delle sue manine sotto al guanciale del marito e prendere la chiave; ma appena faceva il pi piccolo tentativo, il generale movendosi faceva capire che non era affatto addormentato e cos non poteva riuscire a nulla.
Temeva sempre che il figliuolo tornasse e stava attenta ad ogni pi piccolo rumore.
No, non avrebbe potuto reggere allidea di lasciarlo fuori allaperto in quella notte di gennaio; qualche cosa avrebbe fatto per salvarlo, e continuava a cacciare la sua manina sotto al guanciale del marito, ma rimaneva schiacciata dal suo peso e tutto era inutile.
Ud intanto un rumore di passi nella via, poi questi passi arrestarsi proprio davanti alla sua porta, una chiave entrare nella toppa, aprirsi la porta, poi richiudersi, e dai passi riconobbe che il suo figliuolo saliva le scale.
Non cera da indugiare; il momento era decisivo. Non pens pi a nulla, tolse con uno sforzo la chiave di sotto il guanciale; indoss in fretta una veste da camera senza curarsi suo marito fosse desto o addormentato, usc dalla stanza e aperse il chiavistello interno delluscio, nel mentre dallaltra parte Gustavo faceva ogni sforzo per entrare e non sapeva comprendere come non ci potesse riuscire. Fu sorpreso di trovarsi faccia a faccia colla sua mamma e di vederla tutta trepidante.
 Perdono mamma,  disse balbettando,  ma avevo promesso agli amici....
  stato il babbo che ha supposto che tu fosti uscito e per accertarsene chiuse luscio internamente, mettiamo le cose al loro posto che non saccorga di nulla.
Richiuse luscio come aveva fatto il generale, apr la stanza del figlio, ritorn nella camera da letto e rimise la chiave sotto il guanciale. Le era parso di vedere gli occhioni di suo marito aperti, fissi sopra di lei; ma poi concluse sar stata la mia immaginazione,e divenne pi tranquilla sapendo che Gustavo era a casa.
Il giorno dopo, il generale non disse nulla, e tutto prosegu nellordine consueto, soltanto Gustavo il primo momento che si trov solo colla sua mamma le disse:
 Quanto ti  toccato soffrire questa notte per cagion mia! ma non lo far pi, sai,  passata per miracolo, tassicuro che sono punito abbastanza dal dispiacere che tho fatto provare.

Molti anni dopo, quando Gustavo era gi padre di tre bei figliuoletti e sedeva presso al camino in una sera dinverno circondato da tutta la sua famiglia, e il generale, che aveva ormai tutti i capelli bianchi, se ne stava incantucciato in un angolo della sala dicendo che non sentiva freddo, mentre tremava tutto e gli andavano consigliando daccostarsi al caminetto, e la signora Adele preparava una cuffiettina ricamata per il suo nipotino ancor da nascere, si cominci a parlare del tempo passato, ed il generale raccont che in una certa sera che aveva chiuso Gustavo fuori di casa, la mamma pietosa gli aveva aperta la porta e credeva che non si fosse accorto di nulla, ma chegli aveva visto tutto, soltanto aveva pensato bene non mostrarlo per poter vincere il suo punto.
La signora Adele salt su a dire:
 Va, va chio sapevo che tu avevi visto tutto, ma finsi dignorarlo.
 Bricconcella che sei,  disse il generale,  che cosa hai pensato?
 Pensai mio marito in fondo  buono, ma ha il difetto di voler fare il cattivo.
 E pensare,  disse Gustavo,  che io vi ho dato tante brighe e al povero babbo che infine era severo per nostro bene ho fatto tante volte vedere lucciole per lanterne; ne ho proprio rimorso.
 Va, va, che i tuoi figliuoli faranno le mie vendette, rispose il generale, infine il mio sistema era un po troppo esclusivo, ma con voi non mi  riuscito male perch il vostro cuore era buono; per ricordatevi che la severit va bene, ma non bisogna applicarla a tutti nellistessa misura, altrimenti succede di dover transigere colle proprie convinzioni, come  capitato a me in quella tal notte.
Quando pensano a quella notte dicono tutti che cera una volta un babbo molto severo coi figliuoli, ma che quel babbo si  trasformato in un nonno assai dolce coi nipotini; tanto  vero che quando non possono ottenere qualche cosa dai loro genitori corrono dal nonnino che  tanto buono, e concede loro tutto quello che desiderano.
I BALOCCHI
I bimbi hanno bisogno, quando sono piccini, di trastullarsi con qualche cosa, di muoversi e di sfogare su qualche oggetto lesuberanza di vita che possedono. Del resto tutto  nuovo per essi e tutto pu servir loro di trastullo: il luciccho duna chiave, il dondolare dun ciondolo, un cencio colorato, un bastoncino, e cos via. Il bimbo del selvaggio o del contadino giuocano precisamente in mezzo ai campi come il bimbo cittadino che viene allevato in una culla adorna di trine, fra le carezze duna madre amorosa; soltanto egli, meno fortunato, non ha scelta nei suoi giuochi; si trastulla con ci che la natura gli largisce, ma non si diverte meno per questo. Giuoca coi fiori, colle foglie, colle bacche, coi sassolini; un pezzo di carta gli serve da fantoccio, e una pannocchia di grano-turco da bambola; e forse non si sogna che nella citt si possano comperare dei balocchi che lo farebbero restare attonito dalla meraviglia, mentre non commuovono punto punto i fanciulli che ci sono abituati.
Anche gli antichi si contentavano di certe puppattole, che farebbero sorridere e crollare il capo alle bimbe del nostro secolo, le quali hanno su questo rapporto delle esigenze abbastanza rilevanti.
Quando vedo tutte le meraviglie di lusso e di ricercatezza che si fabbricano ora per i nostri bimbi, ho dei serii timori dellinfluenza che avranno sulla loro educazione avvenire. Perch,  inutile negarlo, leducazione del bambino incomincia dal giorno chegli principia a distinguere e ad udire le cose e i suoni che lo circondano; e il suo cervello, nuovo a tutte le impressioni,  pronto ad assorbire come una spugna le prime che riceve: che, quantunque non sembri a prima vista, hanno poi una grande influenza su tutta la vita.
La madre, che  la prima educatrice dei figli, non deve nulla scegliere a caso, n i cibi, n i vestimenti, e nemmeno i trastulli. I primi che metter loro in mano dovranno essere innocui, in modo che i bimbi mettendoli in bocca, come  la loro consuetudine, non possano averne alcun danno; dovranno essere di forme proporzionate e graziose e non troppo risonanti e strepitosi, tali insomma da non offendere la vista o ludito ancora molto delicati.
 Dio mio! quante cose!  direte voi.  Quando non possano recar danno, che importa del resto?
 Importa moltissimo, amiche mie; lo sapete anche voi, senza chio ve lo dica, e senza esser seguaci delle teorie di Darwin, che abbiamo tutti, specialmente da bimbi, una qualit che  lattributo della scimmia: lo spirito dimitazione. Guai se questo non ci fosse, si crescerebbe senza progredire, perch appunto le prime cose che impariamo le dobbiamo al nostro istinto di imitare gli altri. Date dunque al vostro bambino un fantoccio con una faccia grottesca, colla bocca che fa gli sberleffi, e vedrete che si studier di fare come il suo fantoccio, e non avr nulla da guadagnare. Ho conosciuto una bambina che camminava impettita, col collo torto, con una faccia dispettosa; tutte movenze che avea imparate da una sua puppattola. Del resto vi persuaderete quanto sia potente pei bimbi lo spirito dimitazione, osservando come in una famiglia sia quasi impossibile, se la figlia  stata educata dalla madre, che non ne abbia preso qualche movenza, come sia difficile trovare due sorelle vissute insieme che non abbiano qualche punto di contatto; cos riceviamo e ci assimiliamo sempre qualche cosa dallambiente che ci circonda e dalle persone che si frequentano. I balocchi per i bimbi, sono come i loro figliuoli e i loro amici; sono pure i loro modelli; li guardano, li accarezzano con amore, li cullano, li amano, fanno vita con loro. Dunque pel loro bene io consiglio le mamme di abolire tutti i mostricciattoli sia di legno, o di guttaperca, o di porcellana; tutte le bambole dalle corporature goffe, dalle faccie gonfie, dagli occhi loschi, e dalle membra sproporzionate, che in ogni modo non servono certo ad elevare lanimo dei nostri bimbi, ad educarli al bello e alle giuste proporzioni, e invece li avvezzano al brutto e al grottesco, e non fanno certo germogliare nel loro animo il senso artistico. Non mi piacciono nemmeno quelle bambole tutte azzimate, vestite allultimo figurino, che possiedono delle case colla mobilia di mogano, coi divani e le poltrone coperte di broccato, ed hanno servizii di porcellana e dargento, gabinetti stile Luigi XV, e possedono degli stupendi landeau foderati di raso, e servi in livrea.  certo che non fanno che accrescere la vanit che c gi in germe nel cuore duna bimba, la quale vorr naturalmente vestire almeno con la sua bambola; oppure il desiderio di tanti splendori toccati con mano, rester latente nel suo animo di fanciulla, e quando sar grande non penser ad altro che di trovare un marito che possa essere abbastanza ricco da permetterle di poter fare tanto lusso come la sua bambola dun tempo.
 vero che hanno occhi per vedere, e noi non si potr impedire che osservino tutti quei ricchi ninnoli nelle vetrine dei negozianti, ma  tutto diverso veder le cose da lontano; ci piacciono, si ammirano, ma ci fanno il medesimo effetto come vedere sulla scena unattrice vestita da regina; sono cose fuori dalla nostra orbita; si ammirano, ma non ci si pensa che per qualche momento;  tuttaltra cosa aver l sotto alla mano tante ricchezze, famigliarizzarsi colle sete e i velluti, veder come sta bene la nostra bambola tutta impellicciata, accarezzare colle nostre mani quelle stoffe cos morbide e flessuose, ammirare tutti quei gioielli e quei mobili da vicino.
Tutto deve essere in armonia, e una mammina di senno non dovr mai permettere che entri nella sua semplice dimora borghese un appartamentino in miniatura degno duna duchessa o duna regina; e una dama di legno o di porcellana, ma tutta trine e fronzoli, che sembra pompeggiarsi nel suo abito elegante, fatto allultima moda, col lungo strascico. Una bimba che non abbia avute certe abitudini si divertir ugualmente e vorr altrettanto bene ad una bambola semplice e modesta, ad una di quelle bamboccione ben proporzionate, dalle guancie rosee e dalla faccia ridente, con unaria dingenua bont scolpita negli occhi celesti, vestita semplicemente, con abitini dindiana o di lana, e fatti con garbo; e tuttal pi si contenter di sussurrarle allorecchio: Se sarai buona, avrai tu pure un bellabitino; quando il mio vestito di gala non mi andr pi bene, la mamma ne far uno per te.
Ai salotti coi parati di raso e le mensole dorate, preferisco le semplici cucine di ferro cogli utensili semplicissimi, che potranno insegnare alle nostre figliuole il gusto di divenire brave massaie; e quando sono abbastanza grandicelle per non fare dei malestri, io vorrei che cos trastullandosi imparassero ad allestire qualche semplice cibo o bevanda. Io conosco una ragazzina che ogni volta che vado a far visita alla sua mamma, accende una macchinetta microscopica, e in cinque minuti fa un t o un caff squisito, che mi vuol sempre far assaggiare in una tazza lillipuziana. Io sono certissima che quel t o caff imparato cos per celia, non lo dimenticher pi per tutta la vita, e forse sar uno dei tanti fili invisibili che servir a legarla maggiormente ad un marito un po ghiottone. Io poi vorrei che le bimbe, una volta adoperati i loro arnesi, li pulissero e li rimettessero al posto in perfetto ordine; non sar mai troppo presto che piglino questa buona consuetudine.
In quanto ai bambini si sa che non amano n le bambole, n le cucine, e preferiscono i schioppetti, le pistole, i cannoni. Io veramente andrei molto adagio nel far loro simili doni, perch li vorrei abituare coraggiosi s, ma non battaglieri, n prepotenti, e il fanciullo che quando ha in testa un elmo luccicante o un cappello col pennacchio, si creder da farla da Rodomonte e di dettar legge, si abituer orgoglioso e prepotente, precisamente come la fanciulla che manegger ricche bambole diventer vanerella. Se pure volete camuffare il vostro figlio da militare, fatelo semplice soldato, e fategli capire che per essere ufficiale o generale non bastano le spalline risplendenti e i galloni sul berretto, e la voce alta e strillante, ma ci vogliono ben altre qualit, che non si acquistano che cogli anni e collo studio. Come pure io abolirei fra le pareti domestiche i tamburi, le trombe e tutti i balocchi rumorosi che assordano i grandi e fanno sprecare il fiato ai piccini; li concederei appena appena in mezzo allaria aperta dei campi.
I giuochi che non fanno male a nessuno sono quelli cos detti di pazienza; possono intrattenere qualche architetto dellavvenire per delle ore a combinare palazzi e porticati, e qualche volta essere maestri di ordine ed educare il gusto; e unitamente alle cucine, alle macchinette da cucire, ai balocchi scientifici, io li classificherei fra i balocchi utili. In quanto a quelli meccanici, i gatti che miagolano, le pecore che belano, e tutti quegli animali che fanno sempre lo stesso verso, gli automi che si muovono sempre allo stesso modo, finiscono di stancare colla loro monotonia la pazienza dei fanciulli, e, se dopo qualche giorno che li possiedono li fanno a pezzi per vedere come sono fatti internamente, non hanno tutti i torti e concedo loro il mio compatimento.
Insomma procuriamo di scegliere i giochi dei nostri figliuoli, che infine sono i loro primi amici e maestri; cerchiamo che possano ricavare dai loro balocchi divertimento e istruzione, e che non siano mai tali da poter guastare il loro animo. Del resto lasciamoli pure giocare liberamente; fino che giocano sono innocenti, non pensano al male e sono felici; procuriamo di prolungare pi che ci  possibile quellet beata, nella quale un fantoccio o un cavallino bastano a farli saltellare dalla gioia; pensiamo che viene troppo presto anche per loro il giorno nel quale saccorgono che quegli oggetti cherano stati il loro divertimento, che per essi avevano anima e sentimento, cherano i loro amici e confidenti, non sono altro che pezzi di legno.  la prima illusione che perdono, e allora forse non sentono alcun rammarico; hanno davanti la giovinezza e il mondo, che in cambio d loro altre gioie, e altri piaceri; ma quando ci ripenseranno pi tardi, allora forse verseranno una lagrima sui loro ultimi balocchi.
PRIMI STUDII
Dopo i balocchi, la prima cosa che si mette nelle mani dei fanciulli sono i libri, e non c madre che non abbia lambizione che cogli studii i figliuoli possano toccare una meta gloriosa. Ora col progresso dei tempi non si tollera pi in certe cose la mediocrit, e si procura dinsegnare addirittura tutto con un buon metodo per non far poi doppia fatica.
Una volta i bimbi imparavano a balbettare prima di parlare, a compitare prima di leggere; ora i genitori hanno tutte le cure perch imparino subito a parlare e leggere bene, e perci si trovano oggid dei trattati che insegnano il modo di leggere alla perfezione, la quale non consiste soltanto nel pronunciar bene le parole, ma nel dare la giusta espressione, nel saper respirare in modo da non interrompere una frase interessante, nel modulare la voce acci non riesca monotona, e cos via una quantit di regole per una cosa che sembrava, una volta, tanto semplice. Se sapeste la figura che fa anche una cosa mediocre, ma letta con bel garbo! Ed invece come pu sembrar brutto un bellissimo scritto letto male! Giacch saper leggere bene  una cosa di molta importanza, ed ora finalmente lo hanno compreso e i genitori e i maestri.
Ma c anche unaltra maniera di legger bene che non  meno importante, ed  di fare in modo che i fanciulli comprendano quello che leggono, e possano dai libri ricavare una vera utilit, perch tanto si sa quanto si comprende e si ritiene, e la lettura  come il cibo, quello che ci ristora, non  quello che si mangia ma quello che si digerisce.
Perci conviene armarsi di pazienza ed insegnare ai bambini fino da principio a digerire quello che leggono, e vedere che leggano e rileggano un periodo e poi ci pensino, fin che giungono al punto di saperlo perfettamente scrivere e raccontare. Sul principio sar una grande fatica, ma poi la mente savvezzer a questo lavoro, e lo faranno senza accorgersene; c per la mente una ginnastica come per il corpo, e tanto i nostri muscoli come le nostre facolt intellettuali si rinforzano collesercizio, e si affievoliscono e atrofizzano collinerzia.
La memoria  una delle facolt che si deve prima di tutto esercitare nei fanciulli, come quella che pi presto si sviluppa e pi presto sindebolisce.
Perci andr bene che ogni giorno imparino a memoria qualche cosa, non per farne poi pompa e per declamare ci che hanno imparato a questo e a quello, ma soltanto collo scopo di esercitare una facolt tanto preziosa, la quale  destinata a recare in seguito dei grandi servigi.  naturale, uno che ha buona memoria imparer in un mese e senza fatica ci che un altro imparer in un anno con difficolt; dunque, una delle prime cose sar di esercitare questa preziosa facolt nei nostri figliuoli, ma a poco a poco, con ordine, perch poi non riesca loro una fatica; soltanto bisogner vedere che imparino cose buone, che leggano buoni libri, ed avvezzarli in modo che abbiano orrore di ci che  brutto e cattivo. Quando sono pi grandicelli, le letture fatte in comune sono molto utili; non vi pu essere pi bello spettacolo che vedere lestate allombra dei pergolati, linverno intorno alla tavola una numerosa famiglia; e nel mentre la mamma  immersa nel suo lavoro, ora un figlio, ora laltro, leggere qualche buon libro; finito il capitolo o il racconto, ognuno dice il proprio parere e le proprie impressioni, si ragiona, si raffronta, si discute, e la madre deve star attenta, per approvare un giudizio buono, o rettificare quello che potesse essere falso.  lei che deve dire lultima parola; e cos in quellora di tranquillit domestica procura ai figli un passatempo utile, insegna loro a ben pensare e a ben ragionare, senza calcolare tutto il buono e il bello che possono aver imparato dalla lettura.
E appunto perch possano essere profittevoli le letture, devono essere fatte con calma; quel fanciullo che si vanter di leggere un nuovo volume ogni giorno, perder il suo tempo inutilmente, non imparer nulla e former una tal confusione nella sua mente che non ci si raccapezzer pi. Quando un libro  finito, vorrei che, specialmente i giovani, prima di cominciarne un altro, ci mettessero un po dintervallo, ed intanto pensassero a quello che hanno letto e quasi quasi rifacessero nella propria mente il lavoro fatto dallautore. Questo per i libri di amena lettura. Quelli pi serii, di scienza, di storia e simili non dovrebbero finirli mai, ma tenerli sul tavolo per consultarli, e come i ruminanti fanno del cibo, cos fare delle materie contenute in quei libri, ruminarle molte volte fin che ne siano padroni e che le vedano chiare come attraverso un limpido cristallo. I libri sono come i fiori, non basta svolazzarci sopra quali vagabonde farfalle; bisogna succhiarne il succo e mutarlo come fanno le api in dolcissimo miele.
Dopo il libro, al fanciullo si mette in mano la penna; quante fatiche prima che possa imparare a maneggiarla bene! quanti scarabocchi, prima di riuscire ad allineare perfettamente le lettere e le parole!  una bella cosa uno scritto che si presenti bene, ma pi che alla forma si deve badare alla sostanza; se le parole volano, lo scritto rimane a far testimonianza delle nostre idee, dei nostri pensieri; esso pu venire analizzato, commentato, studiato. Del resto, quando i nostri figliuoli saranno abituati a pensare bene e a giudicare rettamente, scriveranno bene anche senza accorgersene, e sar molto meglio che scrivano poco e cose pensate e giuste, che imbrattare una quantit di pagine a furia di melensaggini. La pi bella cosa sar abituare i fanciulli a scriver bene quello che sentono e che pensano; comincino prima con frasi semplicissime adatte alla loro mente piccina, e poi proseguano adagino, cerchino di copiare od imitare i buoni ed eleganti scrittori, e finalmente vadano innanzi secondo detta loro il cuore.
N mi pare ben fatto rimpinzare la loro piccola mente di regole grammaticali, ch le imparano a memoria senza comprenderle e senza formarsene una ragione, e ad altro non servono che a far venir loro in uggia lo studio; naturalmente la grammatica devono studiarla, ma quando sono in grado di poterla comprendere ed hanno abbastanza amor proprio da sopportare pazientemente, anzi con piacere, la noia duno studio astruso; devono studiarla per esser sicuri di quello che fanno, e quasi pi per servirsene come una sanzione del loro modo di scrivere, quando sanno gi abbastanza metterla in pratica. Non chio creda che lo studio debba essere trattato come un divertimento; anzi bisogna che si avvezzino i fanciulli da principio alla fatica e a vincere le difficolt, ma non approvo la fatica tanto sgradevole da mettere in uggia lo studio; prima conviene che un fanciullo comprenda lutilit duna cosa, allora studier con amore ci che altrimenti avrebbe studiato con noia e indifferenza.
Sul principio si deve dare ai nostri bimbi giuochi che sembrano studi, e studi che sembrano giuochi; mano mano che progrediscono, gli studi devono esser presi seriamente; soltanto bisogner variare le loro occupazioni perch soffrirebbero molto se dovessero stare come noi intenti ad una cosa sola per parecchie ore.  Sieno per immersi ne trastulli, nei libri o in altri esercizi, dobbiamo procurare che non rimangano mai un minuto in ozio; noi forse si potr stare delle ore oziosi pensando ai casi nostri; ma i bimbi non devono avere pensieri pel capo, e devono o saltare, o giocare, o studiare, o mangiare, o dormire; se rimangono senza far nulla, dobbiamo scuoterli, se non vogliamo che savvezzino allozio e alla pigrizia.
Far loro provare il bisogno di non stare disoccupati  un doppio vantaggio, perch procuriamo a loro stessi una felicit, e nel tempo medesimo sono utili agli altri. E i genitori che avvezzano i figliuoli ad una vita operosa hanno diritto a tutta la loro gratitudine.



I BALLI.
Molto si  scritto sullinfluenza del ballo nelleducazione dei fanciulli. Chi lo vorrebbe lasciato da banda, come quello che distoglie i giovani da cose serie; chi invece lo trova una distrazione ed un moto necessario alla loro et giovanile.
La giovent ama il ballo perch fra i rapidi giri della danza si trova nel suo elemento, e perch le fibre giovanili hanno bisogno di movimento e di vita, tanto chio anzi lo credo una necessit. Fino che i fanciulli sono piccini, corrono, saltano, giocano, e del moto ne fanno parecchio, e noi non abbiamo altri pensieri che di tenerli in freno affinch non si sbriglino troppo. Ma viene poi quellet che, uomini e donnine in miniatura, non si permettono pi di saltare coi bimbi piccini, e quantunque ne avrebbero una gran voglia, non lo fanno per la smania dimbrancarsi colle persone pi vecchie e voler sembrar serii prima del tempo. Ma a quellet pretendere che possano stare sempre seduti e tranquilli o tuttal pi fare qualche passeggiata come ci contentiamo noi, che abbiamo gi finito di crescere e che non abbiamo pi nelle vene largento vivo invece di sangue, sarebbe pazzia. Essi correrebbero il rischio di crescere esili e intisichiti, come le povere pianticelle prive di aria e di sole.
Dunque per essi il ballo, una volta tanto,  un passatempo, non solo utile, ma necessario, il quale ne mette in moto i muscoli, fa circolare meglio il sangue nelle vene, ne accelera la respirazione, e riesce una ginnastica molto dilettevole.
Anche i moralisti pi severi ammettono che il ballo sia un utile esercizio per la giovent; soltanto deplorano labitudine che i giovani e le giovanette si tengano stretti e quasi abbracciati durante la danza, cosa che certo non si permetterebbe in altre circostanze. Di questo, non giova parlarne; lo fanno tutti,  ormai una cosa sancita dalla consuetudine, e a nessuno pu far specie, come da noi non fa meraviglia vedere per le vie le signore colla faccia scoperta, mentre in Oriente sarebbe uno scandalo; ci sono certe convenzioni nella societ come nei costumi dun popolo; volersene emancipare o biasimarle, sarebbe rendersi ridicoli.
Del resto noi forse siamo troppo severi, perch vediamo le cose colla malizia della nostra et, coi pensieri duna mente matura, e ci  facile scorgere il male anche dove non esiste. Quello che credo certo , che mentre una schiera di giovinetti  intenta a divertirsi e volano trasportati nei vortici della danza collinnocenza e lallegria della loro et, non pensano a cose cattive; pensano solo a ridere, saltare e divertirsi, collunico desiderio che siano prolungate il maggior tempo possibile quelle ore di gioia spensierata.
Quello chio disapprovo nei balli dellepoca presente non  il ballo, ma laria viziata delle nostre sale riscaldate artificialmente; sono le veglie protratte fino ad ora tarda che tolgono i pi bei momenti di riposo, di cui tanto abbisogna la giovent; sono le vesti attillate imposteci dalla tirannia della moda che inceppano i movimenti e avvelenano con qualche sofferenza quei momenti di gioia.
C proprio bisogno di danzare dinverno, di sera, e in sale rinchiuse, e vestite come tante bamboline? mi domando spesso. Altri balli io sognerei per noi e per i nostri figliuoli. Nelle nostre campagne, sopra i praticelli coperti dai tappeti naturali, dallerbe novelle, oppure sullaia dei nostri cortili, quando laria  tepida e profumata, quando il sole, presso al tramonto, manda una luce tranquilla, vorrei vedere i giovinetti intrecciar danze al suono di qualche strumento e accompagnati dallarmonia di tutta la natura. Cos, nel mentre si muovono e si divertono allegramente, potrebbero respirare a pieni polmoni laria ossigenata dei campi; invece di una stagione ne avrebbero tre a loro disposizione; invece di anguste sale, i campi aperti; e finalmente invece dellaria viziata dallacido carbonico, dal respiro di molte persone e di molte fiaccole, laria purissima della campagna. Ecco cosa vorrei per i nostri figliuoli. I nostri vecchi facevano i loro balli allaria aperta e avevano pi ragione di noi; i contadini li fanno ancora, e sono pi sani e pi robusti. Perch non si potrebbe introdurre ancora questa moda tanto salutare? Il nostro dolce clima ci permetterebbe di farlo meglio che negli altri paesi; ma  certo che se liniziativa non ci viene dal di fuori, non ci si pensa nemmeno. Noi siamo fatti cos: senza alcuna iniziativa e alieni dai cambiamenti, troviamo pi comodo che il mondo prosegua come  andato finora. Intanto, giacch abbiamo la nostra parte dinerzia e che  difficile cambiare uninveterata abitudine da un giorno allaltro, vorrei che per lo meno le mammine non permettessero ai loro figli che le danze in principio di sera, per esempio dalle sette alle undici o, al pi, dalle otto alla mezzanotte, perch potessero riposare nelle ore pi favorevoli al riposo, ed il giorno appresso alzarsi freschi e di buona voglia per attendere ai loro studi e ai loro lavori; che danzassero in stanze alte e ben arieggiate, le fanciulle vestite semplicemente e in modo da non esser strette come in morse di ferro, e nemmeno troppo sciolte da essere goffe; che la societ fosse scelta e composta di amici e conoscenti, ed anche con tutte queste cose non permetterei loro pi di una festa per settimana.
In quanto poi ai gran balli, dove si va soltanto per far sfoggio di ricchi abbigliamenti e di splendide gemme, dove il ballo  un pretesto per farsi vedere adorne di fronzoli, con ricche acconciature, per superare le amiche e renderle invidiose delle nostre grazie e della nostra bellezza, dove  una continua gara di frivolezze, una vera fiera della vanit che produce pi disinganni che soddisfazioni, vi consiglio a tenerne lontane le vostre figliuole, mentre il minor male che possa loro accadere  di crescere vane e leggiere; e poi credo che non ci troverebbero alcun divertimento. A questo proposito mi rammento di una ragazza che la mamma solea condurre a dei gran balli,  forse per avere un pretesto di andarci lei,  la quale soleva dire: Che noia andare in quei balli! Non ballano che le signore maritate. Ebbene, fanciulle mie belle, lasciateli alle signore maritate che hanno bisogno di tutto quellapparato per poter comparire e fare da giovanette. Voi non ne avete bisogno.
E voi, mammine, rammentatevi che il ballo  come uno di quei tanti farmachi che sapendoli bene adoperare, sono balsamo che ristora la salute e le forze, mentre invece non usandoli a dovere, si cambiano in potente veleno. In ogni modo, lo studio del ballo  al giorno doggi una cosa necessaria nelleducazione dei figli, perch serve a dar grazia ai loro movimenti e a renderli pi snelli e flessibili; altrimenti, se poi capita loro nel corso della vita unoccasione di dover ballare, possono, facendolo goffamente o rifiutandovisi, sembrar scompiacenti e fare una figura ridicola; e cos per non aver dato questo compimento alla loro educazione, avreste il rimorso daver cagionato loro un involontario dispiacere, e averli resi infelici almeno per qualche momento.


I TEATRI.
Il teatro  un divertimento adatto a tutte le et. Per i fanciulli una sera passata al teatro, fosse pure quello delle marionette,  una vera festa; soltanto bisogner vedere di non condurveli troppo, perch allora diverrebbe una distrazione, e a furia di pensare ai divertimenti non studierebbero pi, e poi il teatro  sempre un luogo rinchiuso, dove laria che si respira non  della pi pura e dove i fanciulli passano le ore che rubano al sonno, sicch a questo riguardo preferisco la baracca dei burattini allaria aperta durante la giornata; soltanto vorrei che le commedie che vi si rappresentano non fossero di quelle eterne scipitaggini che vediamo rappresentare tutti i giorni senza capo n coda, ma delle cosettine ben fatte, e tali da poter essere comprese e gustate dalle menti di bimbi, e non vorrei nemmeno certe faccie grottesche che fanno perdere loro il gusto del bello, ma che invece anche nel volto e negli abbigliamenti di quei fantocci ci fosse qualche cosa di attraente e di grazioso.
Fino che i nostri figliuoli si contentano e ci trovano gusto alle marionette,  inutile condurli a spettacoli di maggior importanza; dobbiamo fare di tutto perch let dellinnocenza e dei facili divertimenti duri il maggior tempo possibile. In questepoca in cui si va innanzi in fretta, viene fin troppo presto il tempo in cui si trovano sazi ed annoiati di tutto.
Dunque, nemmeno al teatro non conviene condurli troppo spesso, se sono piccini, perch perdono le ore del sonno e prima, studiano distrattamente pensando al divertimento del giorno appresso, poi pensano al divertimento goduto, la loro mente si distrae da cose pi serie; quando poi sono pi grandicelli, specialmente per le ragazze il teatro serve deccitamento alla vanit, lo desiderano ardentemente per aver un pretesto di abbigliarsi con cura e di farsi vedere, ed oltre al pensiero del teatro, hanno quello del loro abbigliamento.
E poi, specialmente per i giovani, non tutti gli spettacoli sono opportuni, e i genitori dovranno scegliere con molto discernimento i buoni dai cattivi, e mai a nessun costo condurveli a caso. Il teatro  ora molto diverso da quello che era al suo sorgere quando era scuola di azioni generose e di cittadine virt, come ai tempi pi fiorenti della Grecia, oppure quando, mettendo in ridicolo i vizi degli uomini, insegnava ad odiarli e disprezzarli.
Ora, specialmente nei drammi e nelle commedie moderne, vediamo rappresentare continuamente il vizio vestito alle volte di colori seducenti, oppure il vero sotto il suo aspetto pi ripugnante, tanto che  impossibile potervi condurre i giovani che, colla fantasia facile ad esaltarsi, a furia di vederlo rappresentato potrebbero abituarsi al male senza accorgersi. Per altro non conviene andare agli estremi e proibir loro assolutamente il teatro di prosa, altrimenti sarebbe tanto potente il desiderio per simili divertimenti che sarebbero infelici di una simile privazione.
Io conosco una signora, la quale mi confess che da ragazza era impaziente di prender marito soltanto per poter frequentare il teatro di prosa, dove i suoi genitori non lavevano mai voluta condurre e chera il suo sogno dorato, e per questa sola ragione accett il primo partito che le si offerse; veramente ci mise molta leggerezza nel fare un passo dal quale pu dipendere la felicit di tutta lesistenza; per la fortuna le arrise; dopo pochi mesi di matrimonio sera stancata del teatro e glienera passata tutta la voglia, ed invece si trovava contentissima del marito, che aveva pure accettato tanto spensieratamente.
Perci qualche volta quando daranno un buon dramma o una buona commedia da noi conosciuta e sulla quale non ci sia alcun dubbio, potremo benissimo condurci i nostri figliuoli che ne ricaveranno certo divertimento e profitto. E noi non manchiamo certo di buone produzioni drammatiche, ma vengono rappresentate tanto di rado, che le nostre figliuole possono addirittura abbandonare lidea dassistere ad una buona commedia e noi di potervele condurre. Vorrei che anche in Italia si facesse come in certi paesi stranieri, cio che le compagnie drammatiche destinassero di tratto in tratto una serata ad una rappresentazione di famiglia, cio col dare produzioni che le ragazze potessero assistervi senza arrossire e noi condurvele senza rimorso e che simili serate venissero annunciate con tanto di lettere sullavviso. Forse i direttori delle nostre compagnie drammatiche temerebbero di veder fuggire in simili serate il resto del pubblico; e sar naturale se come spettacolo di famiglia sceglieranno le cose pi noiose del loro repertorio; provino invece a darne di divertenti e poi vedranno! Una commedia per esser buona non c affatto bisogno che sia una predica di morale, tanto  vero che ci divertiamo moltissimo a tante produzioni che oltre allesser buone riescono a commuoverci e ad interessarci.
Io spero che in seguito faranno un simile esperimento, e sono certa che se sceglieranno bene, avranno la consolazione di vedere il teatro affollato, e di meritarsi la gratitudine delle mamme e pi ancora di una bella schiera di ragazze.
Riguardo agli spettacoli musicali la cosa  diversa. Il dramma conta poco o nulla; sono per solito fantasmagorie che abbagliano la vista, melodie che trasportano quasi in un altro mondo, e qualche volta ci esaltano al punto di toglierci il sonno; cos mi sembra si possa dire degli spettacoli equestri e coreografici; perci sar bene condurvi di rado i nostri figliuoli, un paio di volte al carnevale e due o tre volte allepoca delle vacanze se siamo contenti di loro; prima di tutto perch non si distraggano troppo, e poi perch  bene che rimanga loro qualche cosa anche per lavvenire. Il teatro  un divertimento che oltre ad essere la gioia della nostra infanzia, la distrazione della giovent, pu esserci di sollievo anche nellet matura, quando i balli non hanno per noi pi alcuna attrattiva.
IN CAMPAGNA
Io sono piena dentusiasmo per la campagna, e non ho mai potuto comprendere come possano vivere coloro per cui la campagna non esiste, e, sempre chiusi fra le mura cittadine, non hanno mai assistito al risvegliarsi della natura, al cader delle foglie, e passano la loro esistenza senza provar mai le ineffabili contentezze della vita campestre. Io vorrei che i fanciulli imparassero per tempo a leggere nel libro stupendo che  la natura; vorrei che tutti nella bella stagione lasciassero per qualche giorno, se non fosse possibile per qualche mese, le mura cittadine ed andassero a correre fra i campi aperti e a respirare a pieni polmoni laria balsamica della campagna. Simile divertimento  concesso ai poveri e ai ricchi; i fiori sono gemme che crescono a benefizio di tutti, e tutti si possono riposare sopra i tappeti di verdura, che a mio gusto sono migliori degli splendidi tappeti orientali dei nostri salotti.
Nei campi ci si sente migliori; i nostri pensieri sono pi puri, pi sincere sono le parole che sgorgano dal nostro labbro, e mi pare che fuori dellambiente convenzionale della citt ci si faccia conoscere meglio tali quali noi siamo coi nostri difetti e le nostre virt.
Anche i nostri figliuoli sentono la medesima influenza; e in mezzo ai campi lasciano scoprire pi facilmente le loro tendenze e il loro carattere. Quella fanciulla che sta tutto il giorno in mezzo ai fiori, e ne fa delle ghirlande e dei mazzolini, ci mostra la gentilezza dellanimo suo, che aumenter sempre pi al contatto dei fiori, che sono i figli pi fragili e pi gentili della natura. Quel fanciullo invece che si divertir a tormentare e mutilare gli insetti, a strappare i nidi ai poveri uccelletti, ci rivela invero un animo molto cattivo, e dovr essere nostra cura distruggere il germe di quella barbara tendenza; ricordiamoci che un principe si divertiva, da piccino, ad uccidere le mosche; divenne, quando fu adulto, nientemeno che il feroce Domiziano. Per i fanciulli, quando sono in campagna, conviene lasciarli un po liberi, e non tormentarli ad ogni istante per tema che si facciano male; baster far loro conoscere i pericoli, e purch abbiano un po di buon senso e siano avvezzi allobbedienza cercheranno di evitarli; va bene tenerli docchio, ma non stiamo ad annoiarli, se sarrampicano sopra un pendo per raccogliere un fiore o sopra un alberello per cogliere un frutto. Essi che hanno le membra snelle e pieghevoli e non indurite come le nostre, possono permettersi impunemente certe cose; che oramai a noi non sono pi concesse. Soltanto non dovranno fare a fidanza colla loro agilit, e in ogni modo usare un po di prudenza. Se per saremo sempre l a sgridarli appena li vedremo camminare sopra un sentiero troppo stretto, o correre rapidamente da una scesa; li abitueremo vigliacchi e poltroni, oppure disobbedienti. Dovremo pure avvezzarli al sole, al vento e alla pioggia; infine un bagno di sole, basta che non sia troppo prolungato, fa bene e rinvigorisce, un colpo di vento non ammazza un fanciullo, e in questepoca anemica c bisogno dun po di forza e di vigore; gli antichi Romani andavano a capo scoperto, ed erano frti e temuti; i nostri giovinotti invece passeggiano per le vie muniti di ventaglio e di ombrellino e sono deboli e paurosi. Chiss cosa direbbero quei valorosi antenati se mettessero il capo fuori della tomba per dare unocchiata a questa generazione tanto diversa da loro.
In campagna, oltre allo studio della natura che si presenta tutti i giorni sotto nuovi aspetti, giover molto anche lo studio degli uomini. Quelli che abitano le citt si mostrano quasi tutti sotto lo stesso aspetto, come vestono quasi tutti dietro lo stesso figurino; cos il loro modo, il loro linguaggio,  foggiato pressa poco alla stessa guisa, sono sempre i soliti discorsi che fanno il giro dei nostri salotti, i soliti inchini, i soliti sorrisi, e le identiche strette di mano.  che tutti seguiamo le leggi del medesimo codice, e per quanto sia buono e conveniente, non pu a meno di riuscire monotono.
In campagna  tuttaltra cosa; ogni uomo si mostra quale la natura lha fatto, non conosce larte di nascondere i proprii pensieri, pu esser falso ma non ipocrita; ed  appunto fra i campi che la natura umana si mostra sotto i suoi aspetti pi variati, e ai nostri figliuoli non pu far che bene un po di contatto colla natura semplice e vera. In campagna odio tutte le ricercatezze della citt, perci non amo le splendide ville, nelle quali si  circondati da tutti gli agi cittadini, e si finisce col cambiar soltanto un po laria, ma le consuetudini restano le stesse. Una casetta modesta, un pergolato, qualche capanno di verdura e qualche cespuglio fiorito,  ecco come intendo io la campagna. Poche vesti semplicissime, un cappellino di paglia, alcuni libri, il ricamo e qualche gioco per le giornate piovose; ecco, come credo debba essere composto un bagaglio campestre. Anche nei cibi preferisco quelli che mi d la natura, cucinati nel modo pi semplice. Le lunghe passeggiate in buona compagnia, senza meta alcuna,  quello che trovo di pi delizioso. I pasti fatti in un rustico casolare, dopo qualche ora di cammino, mi sembrano pi saporiti; e specialmente i fanciulli va bene che savvezzino qualche volta a contentarsi di posate di ferro e di ciotole di terra; e spesso hanno pure molto da imparare nel vedere la cordiale ospitalit di alcuni contadini; e come ci sia molta gente allegra anche conducendo una vita modestissima. Per quelli poi che si dilettano di storia naturale, la campagna  come una scuola di perfezionamento; e nellistesso tempo che si prendono un po di svago, possono formare degli erbarii, fare raccolta di minerali e seguire attentamente la vita degli insetti e le loro evoluzioni; non a tutti  dato di poterlo fare, ma tutti possono imparare a gustare le bellezze della natura, e si prepareranno anche per lavvenire un grande conforto. Tutto possiamo perdere, le ricchezze, gli amici, le illusioni, ma se avremo imparato il modo di trovarci bene con noi, anche nella solitudine, se potremo comprendere il linguaggio della natura, non saremo certo da compiangere; e potremo anche noi esclamare con un poeta che si potea dire fosse lamante delle bellezze campestri:
Gli onor che sono? 
Che val ricchezza? 
Di miglior dono
 Vommene alter...
Dun alma pura 
Che la bellezza 
Della natura 
Gusta, e del ver.


LA BIBLIOTECA DELLA FAMIGLIA.
Avete mai provato, mie gentili lettrici, in qualche giornata uggiosa, eterna, nella quale eravate di cattivo umore e vi pareva che le ore non volessero mai passare, avete mai provato, a prendere in mano un libro, e veder a poco a poco diradarsi le nubi che offuscavano il vostro orizzonte ed essere trasportate quasi in un altro mondo, e veder trascorrere veloci le ore che prima parevano troppo lente, e trovarvi liete e confortate?
Gli  che un buon libro  un vero amico, e se nei momenti di gioia e in mezzo ai divertimenti non pensiamo a lui e lo lasciamo giacere dimenticato in un angolo della nostra biblioteca, nelle giornate uggiose e quando siamo sole e i nostri pensieri sono melanconici, pu esserci di vero conforto, ed  capace di rallegrarci e di farci dimenticare di noi stessi e dei nostri fastidii.
Ecco perch vorrei che in tutte le famiglie ci fosse una biblioteca dove grandi e piccini, giovani e vecchi potessero trovare tutti i giorni degli amici fedeli e dei buoni compagni per le ore di solitudine.
Naturalmente, prima di permettergli di varcar la soglia della nostra abitazione, bisogner vedere che il libro sia buono; e se non fosse tale, bandirlo senza remissione dalla nostra casa.
Saper sceglier bene non  molto facile, ma chi fino da fanciullo si sar nutrito di sane letture, avr il gusto abituato e di rado singanner nella scelta.  per pure difficile poter distinguere il buono dal cattivo, perch vi sono tante gradazioni, ed essendo una cosa relativa, ad uno sembrer buono quello che sar pessimo per un altro. Del resto la scelta dei libri dovr esser fatta dai genitori, i quali hanno a badare allindole dei loro figliuoli; ad una persona didee romantiche non giova il mettere in mano libri anche buoni ma troppo fantastici, mentre potrebbero essere utilissimi ad una mente troppo positiva. Saranno poi dannosi per tutti, e specialmente per la giovent, quei libri che falsano la verit, oppure (e questi sono molti oggid) che del vero non fanno vedere che il lato brutto.  naturale che non ci prender vaghezza di quello che ci apparir brutto a prima vista; ma in seguito ci si abituer, e ci non potr certo giovarci. Oggi passando davanti ad un mucchio di sudiciume, ci far nausea e volgeremo il capo per non vederlo; domani apriremo un occhio, il giorno dopo tutte due, fin che ci si avvezzer e non ci far pi alcuna impressione. E capirete bene che in questo modo, specialmente trattandosi duna fanciulla, perder a poco a poco quella certa delicatezza di sentire che forma una delle sue maggiori attrattive.
Dunque, tanto pi se in casa ci sono ragazze, a certi libri conviene rinunciare. Del resto, ce ne sono tanti di buoni, che possiamo bandire gli altri come se non esistessero.
Io spero che non sar molto lontano il giorno in cui la biblioteca della famiglia sar come un tempio, ed ogni famiglia avr la sua. Ecco l in un cantuccio i libri del passato; sono tutti libri scolastici; poveretti! ci hanno insegnato tante cose e noi li abbiamo dimenticati e non li apriamo mai. Sono libri cincischiati, macchiati dinchiostro, che abbiamo stracciato prima di studiar bene. Se ci hanno dato delle noie, furono altres i nostri compagni di scuola; ed  una vera ingratitudine non pigliarli mai in mano, e lasciarli dimenticati in un angolo polveroso. La miglior sorte che possa loro toccare,  di passare nelle mani dei nostri figliuoli, oppure dessere regalati a qualche povero fanciullo che non abbia denari per comperarseli, il quale, se non li tratter meglio di quello che abbiamo fatto noi, almeno avranno servito per fare una buona azione.
Poi ci sono i primi libri di lettura. Sono racconti morali, storie immaginose di bimbi e di fate; sono quelli che un tempo ci hanno tanto divertito e che ora non ci divertono pi; ma per vogliamo loro ancora un po di bene per le belle ore che ci hanno fatto passare nella nostra infanzia, ed in compenso li tiriamo fuori qualche volta per leggerli ai nostri figli e ai nostri nipotini e vedere dipinta sul loro volto la curiosit e lemozione che noi abbiamo provato in altri tempi.
Quindi ci sono i libri che si leggono tutti i giorni, quelli serii, che prendiamo in mano quando ci sentiamo in lena di studiare e meditare, che abbiamo studiato bambini per obbligo, che ora leggiamo per sapere e che leggeremo in avvenire per ricordare. Poi tutti i libri dimmaginazione, romanzi, racconti, che ci fanno passare delle ore piacevoli, vivere in un altro mondo, ci tengono compagnia nelle ore di solitudine. Sono i libri che valgono a distrarci; il racconto ci trasporta, ci si interessa ai personaggi; se sono buoni, vogliamo loro tanto bene e si desidera vederli felici; se sono cattivi, si vorrebbero invece puniti. In ogni modo, quando abbiamo finito uno di questi libri, sentiamo nel cuore listessa impressione come quando si dice addio a dei carissimi amici; e qualche volta si aspetta qualche giorno a cominciarne uno nuovo, per tema che altri personaggi ci faccian dimenticare troppo presto quelli che abbiamo lasciato.
Poi vengono i poeti favoriti, che si leggono, si rileggono, simparano a memoria; si pu dire che li portiamo sempre in nostra compagnia. In viaggio, in campagna, la vista di un monumento, di un paesaggio, il canto degli uccelli, i fiori di un giardino, ci rammentano qualche stanza del nostro poeta favorito, e nel ripeterla alla presenza degli oggetti da cui venne ispirata, ci pare che acquisti maggior espressione ed armonia.
Finalmente, abbiamo i libri dellavvenire. Sono quelli nei quali potremo sempre, al momento del bisogno, trovare un buon consiglio e una consolazione nei giorni dello sconforto. Teneteveli con cura, ch verr il giorno che potranno darvi delle grandissime soddisfazioni e consolarvi forse dei disinganni della vita.
In ogni modo, siano del passato, del presente o dellavvenire, sono sempre degli amici preziosi che possiamo andare a cercare al momento del bisogno, senza che ci tradiscano mai. Ecco perch la biblioteca di una famiglia colta e civile non dovrebbe esser priva di una buona scelta di libri. Eppure io conosco delle case nelle quali non entra mai un volume; e delle persone che, nel mentre spendono delle somme per dei ninnoli inutili, negano di spendere poche lire per i libri dei loro figliuoli; altri che, pur sentendo il bisogno di leggere, li mendicano continuamente in prestito dai loro conoscenti pi generosi. Ed  un brutto vezzo, e quasi direi imperdonabile, dopo che fu scoperta la stampa, la quale permette di tirare di un volume migliaia e migliaia desemplari.  Ma naturalmente si stampa molto, e quando una famiglia destina una somma in proporzione colle sue rendite per la propria biblioteca, fa il suo dovere; se sente il bisogno di leggere di pi,  giusto che si scambi cogli amici alcuni volumi di lettura amena, per si rammenti che ce ne sono di quelli tanto utili, che conviene proprio acquistarseli per averli presso di s e consultarli nel momento del bisogno. Quello che  peggio di tutto  che molti si fanno imprestare dei libri, e poi non li restituiscono, ed hanno la loro biblioteca ricca di cose che appartengono ad altri; e da questo lato si pu dire che vivono di furti, o per lo meno che mostrano poca delicatezza, o calcolano i libri tanto poco che ritengono oggetti che una volta letti non abbiano pi valore.
Onde sar ben fatto avezzare i nostri figliuoli a riguardar con amore la loro biblioteca, restituire i libri altrui, badare che sia fatta loro restituzione di quelli che hanno imprestato.
Rendersi a vicenda dei servigi sta bene, ma prima di tutto essere onesti e rispettare quella che appartiene agli altri.
E finch non vedr calcolare il libro qualche cosa di meglio che una quantit di carta ammucchiata, o cosa di semplice curiosit che appena letto non ci si pensa pi, finch non vedr in ogni famiglia una sua biblioteca ricca di buoni libri, che apprezzer come veri amici, in modo da esserne gelosa se li confider qualche volta in mani altrui, e premurosa di restituirli se le verranno prestati, mi pare che non potremo riguardarci come un popolo colto e civile.


INTORNO AL TAVOLINO.
Con molto dispiacere vedo scomparire fra noi il gusto di quei lavori che facevano la delizia delle nostre avole e delle nostre mamme, e che riunivano intorno al tavolino tutta lallegra famigliuola; intendo parlare dei lavori femminili, che davano al nostro sesso una certa poesia e servivano ad occuparci utilmente e a farci amare la casa.  un fatto; noi lavoriamo meno delle nostre mamme e le nostre figliuole vengono educate in modo che di certi lavori soccuperanno assai meno di noi, tanto che non vedo molto lontano il tempo in cui i lavori dago altro non saranno che un ricordo del passato, e, come Dante rimpiange i tempi in cui la donna:
Traendo alla rocca la chioma
Favoleggiava colla sua famiglia
De Troiani, di Fiesole e di Roma,
cos i poeti dellavvenire rimpiangeranno il tempo in cui:
La vecchierella intenta alla calzetta
Narrava di quei d quandera sposa,
E la fanciulla facea andare in fretta
Sopra il ricamo la manina snella
Intonando damor la canzonetta.
 certo che se la continua di questo passo, per trovare una donna col lavoro in mano si dovr andare a cercarla nei pi ignorati recessi, dove non sia ancora penetrato il progresso, e forse forse con tanti mezzi di comunicazione sar giunto fin l a portarvi molti vantaggi, ne convengo, ma a far scomparire nel medesimo tempo delle buone consuetudini.
Come i filatoi hanno ucciso la rocca e il fuso, cos le macchine da cucire uccideranno i lavori femminili, e se per un momento hanno invaso le nostre dimore, ben presto le abbandoneranno, riducendosi a finire nei laboratorii e nelle officine, trascinandosi dietro tutti quei lavori che furono per molto tempo il nostro passatempo e la nostra occupazione.
 inutile farsi delle illusioni, la macchina da cucire non pu riunire intorno s la famiglia. La signora che la adopera non pu rivolgere altrove la sua attenzione, dar retta a quello che i figliuoli le chiedono, n conversare colle amiche o dirigere le faccende domestiche; deve essere tutta intenta alla sua macchinetta, e farla andare a furia di braccia e di gambe, a guisa di un arrotino, ci che non d affatto grazia ai suoi movimenti. Gli uomini che amavano tanto di vedere le donne intente ai lavori adatti al loro sesso, odiano le macchine da cucire, che glimpediscono di parlare e di comunicare le proprie idee alla moglie, perch hanno un bel chiamarle Silenziose, le macchinette si fanno pi o meno tutte sentire, ed  un rumore uggioso, monotono come il ronzo duna vespa o duna zanzara che impedisce le intime conversazioni non solo, ma d ai nervi a quelli che lo ascoltano: pretesto di pi pei mariti per disertare la casa e fare il vuoto intorno a quella che ladopera.
Del resto, state pur tranquille, signore mie, che uno di questi giorni si trover il modo di far andare la macchina da cucire o colla forza del vapore o collelettricit; hanno gi a questora cominciato a farla lavorare col peso di alcuni animali, dunque ben presto non avranno pi bisogno di noi, e mancandoci unoccupazione adatta al nostro sesso e alla vita casalinga, ne cercheremo di quelle fuori della nostra cerchia e abbandoneremo la casa, oppure staremo nellozio, che sar peggio.
Il giorno che non si avesse pi il beneficio di poterci occupare dei lavori dago, vassicuro io che si rimpiangerebbero ben bene.
Mi ricordo appunto un giorno destate, che mi trovavo sotto ad un pergolato, lavorando e chiacchierando allegramente con alcune altre signore, ed i nostri lavori servivano per tenere animata la nostra conversazione; ora si faceva una discussione a proposito dun colore, ora una voleva fare un punto nel lavoro dellaltra, e si rideva e ce la passavamo allegramente.
Un signore stava accanto a noi e prima avea preso parte alla nostra conversazione, poi avea fumato un sigaretto e finalmente avea prese le forbici o sera posto a tagliuzzare un pezzettino di lana, non parlava pi e avea una faccia da annoiato che facea venir luggia.
 A che pensate?  dissio facendomi dare le forbici che mi abbisognavano.
 Penso,  rispose,  che voi signore siete felici e vinvidio.
 Oh bella!  si fece noi in coro,  e dire che invece siamo noi che invidiamo continuamente gli uomini.
 Sar benissimo, e in certe cose convengo che il vantaggio  tutto da parte nostra, ma in questo momento pensavo quanto sono felici le signore di potere avere fra le mani un lavoro grazioso che permette qualche volta di isolarsi e di riposarsi, e nellistesso tempo non occupa la mente e lascia liberi di prender parte alla conversazione; ma sapete quanto si sarebbe felici noi di poter fare altrettanto! Mi pare che allora non si avrebbe un minuto di noia, ed invece ci sono delle ore che non si sa come passarle; se mavessero insegnato a fare un po di punto a croce o di lavoro alluncinetto come sarei contento!
Noi ci si mise a ridere, ma si pens che quel signore non aveva tutto il torto, e almeno in quel momento si prov un po pi damore e di gratitudine per i ricami che avevamo in mano.
Io spero nel buon senso delle donne del nostro tempo e sono certa che inizieranno le loro figliuole in quei lavori che furono per gran tempo la nostra consolazione e la nostra gloria.
Non si pu tutto il giorno occupare la mente in studii severi, e rimanendo spesso raccolte fra le mura domestiche, abbiamo bisogno dunoccupazione che ci permetta di stare tranquille e sedute per qualche ora e nello stesso tempo di ascoltare e vedere quello che si fa e che si dice intorno a noi, e ci possa raccogliere tutti uniti in un comune lavoro. Senza unoccupazione la famiglia sarebbe come sbandata, non ci sarebbe un punto dappoggio, e le fanciulle dopo avere occupata qualche ora colla lettura e la musica, sciuperebbero una quantit di tempo ad agghindarsi allo specchio o starebbero alla finestra per vedere quelli che passano; le signore sarebbero irrequiete e nervose e finirebbero colluscire di casa gran parte della giornata, mentre, lo dissi anche in altre occasioni e lo ripeto, i lavori dago giovano molto a calmare i nostri nervi troppo suscettibili e ci aiutano ad esercitar quella qualit preziosa che  la pazienza, e perci sono di moltissima importanza nelleducazione femminile, onde io vorrei che in una famiglia, sia povera o ricca, ci fossero alcune ore dedicate esclusivamente a simili lavori. Non ci vuol molta intelligenza, essendo cose piuttosto materiali; ma ci vuole esercizio affinch riescano bene. Nessuno, ma noi donne specialmente, non possiamo sapere qual sorte ci  riserbata per lavvenire, e so di molte che si sono trovate contente di poter soltanto collabilit delle loro mani aggiustare le loro vesti e fare dei vestitini ai loro figliuoli, e hanno potuto conservare cos una certa apparenza esteriore anche non avendo mezzi per poter cambiar foggia ad ogni mutar di figurino. Le signore ricche potendo ingegnarsi e fare qualche lavoruccio colle loro mani si troveranno pi felici di passar alcune ore occupate utilmente e se ci potr servir loro di fare qualche economia potranno spendere il superfluo a beneficio dei poveri. Ora che le esigenze sono tante ed anche i ricchi non si possono concedere la compiacenza di poter aiutare il povero che manca di tutto, molte si troverebbero contente di occupare i loro ozii col fare corpetti, calze e coperte che possano un giorno portare negli squallidi tugurii, insieme al benessere e al calore, il soffio benefico della carit. Poi vengono i lavori di ricamo che sono i pi divertenti, i quali abitueranno le nostre figliuole allarmonia dei colori, e faranno loro acquistare un po di gusto artistico.
Se la mia voce giunge fino a voi, o madri del presente e dellavvenire, vi prego di tener viva nelle vostre case la poesia del lavoro, di raccogliere in certe ore tutta la famiglia intorno al tavolino, e pur ragionando delle cose del mondo, e insegnando la virt ai vostri figli e nipoti, e scambiando con essi le vostre idee, ci non vi impedisca davere in mano qualche lavoro, che se non siete ricche vi potr aiutare a procurare un po di benessere alla vostra famiglia, e se appartenete ai fortunati del mondo, potr andare a portare un po di benessere e di gioia l dove mancano tutte le necessit della vita.


COMPLEMENTO 
DELLEDUCAZIONE.
Viene lepoca in cui le vostre figliuole hanno terminato la scuola, e sono ancor troppo giovani per abbandonare lo studio, e troppo vecchie perch possano sciupare il tempo col fare degli esperimenti, perci vorreste occuparle nel modo che tornasse loro pi utile per lavvenire. Desiderate dar loro uneducazione seria e nellistesso tempo che siano educate secondo le esigenze dellepoca presente.
Sentite, mie gentili lettrici, volete davvero un consiglio da amica? Non badate a quello che fanno gli altri, ma fate quello che credete pi opportuno per la felicit delle vostre figliuole.
Nelleducazione ci sono cose che sono necessarie, altre utili, ed altre superflue.  necessario che al giorno doggi una donna sappia leggere correttamente, scrivere una lettera senza errori, sapere quel tanto di storia da non confondere le epoche degli avvenimenti pi importanti, n il nome dei principali personaggi, conoscere abbastanza di geografia, per non dire degli spropositi, e una lingua straniera, per esempio la lingua francese, che  la pi usata, e finalmente alcuni lavori dago. Mi direte che quando sapranno tutto questo non ne avranno gran gloria perch sono cose che tutti sanno. Va benissimo! Ma appunto per questo sarebbe una vergogna ignorarle.
Io trovo poi molto utile che una ragazza savvezzi al governo della casa, sappia porre in assetto una stanza, cuocere una vivanda, ordinare un pranzo con cognizione di causa, cio avendo unidea esatta delle quantit e delle qualit; conosca alcune ricette per pulire i vestiti, largenteria, gli arredi di casa, ecc. Non dite che tutte queste cose simparano presto, e che si fanno, una volta che lo troviamo necessario;  vero, ne convengo, non ci vuol molta abilit nel fare ci che riesce tanto facile alla nostra cameriera, ma ci vuole una certa destrezza di mano che non si acquista che colla pratica. Provatevi per la prima volta a rifare un letto, a scopare una stanza, a cuocere una vivanda, vedrete i sudori che vi costeranno queste semplici fatiche, e poi dopo molto tempo di lavoro la vostra stanza sar in disordine e la vivanda o poco cotta, o abbruciata, o troppo salata, o troppo scipita, e farete lesperienza a vostre spese, sicch  molto meglio che le fanciulle imparino per tempo queste cose e ricevano le osservazioni della mamma piuttosto che i rimproveri del marito.
Una donna esperta nelle faccende domestiche porter lagiatezza in una casa modesta; se sar ricca sapr comandare ai suoi domestici, i quali molte volte hanno bisogno dei nostri ammaestramenti perch non si pu pretendere che siano enciclopedici.
Non approvo nemmeno il sistema di tener lontane le ragazze dalle stanze degli ammalati per non rattristarle. Essendo che nella vita accadr loro pur troppo di dover assistere o i parenti o i figliuoli infermi,  bene che abbiano fatta un po desperienza per non essere confuse ed impacciate se si trovano nel caso di doverlo fare, ed  certo assai pi utile quella donna che sa al bisogno applicare un cataplasma, preparare una medicina, bendare una ferita, di quella che sviene al solo accostarsi al letto di un ammalato e che nei momenti nei quali dovrebbe avere pi coraggio, invece di assistere gli altri, non serve che dimbarazzo.
Ora veniamo alle cose superflue. Io metterei in questa categoria la musica, il disegno e tutte le cose che altro non sono che un semplice adornamento, delle quali oggid si fa molto caso.
Se le vostre figliuole hanno una potente inclinazione e una speciale attitudine per qualche arte o qualche scienza, sono io la prima a dirvi di non risparmiare alcun sacrifizio per fargliela apprendere, ma fareste molto male a spendere quattrini e a farle sciupare il tempo inutilmente per seguire landazzo del giorno.
Io quando vedo dei genitori far studiare ai loro figliuoli la musica per delle ore intere senza che riescano a comprender nulla, o farli restare delle mezze giornate davanti alla tavolozza, quantunque non riescano a comprendere le leggi delle proporzioni e della prospettiva e non facciano che scarabocchiare delle case che vanno in svenimento, degli uomini di legno, e degli alberi di carta; mi sento stringere il cuore. Perch sciupare tanto tempo prezioso senza necessit? Io credo che si possa essere uomini onesti e integri cittadini anche senza conoscere larte di Raffaello, e buonissime madri di famiglia e signore piacevolissime in societ anche senza sapere suonare il pianoforte.
Le cose dadornamento non sono moneta di tutti i giorni, e si dovr lasciarle da un canto ove non si vedano nei nostri figliuoli delle attitudini cos spiccate da farci pronosticare la loro riuscita.
E se pure scopriste nei vostri figli qualche seria inclinazione per alcun arte, non dovreste poi lasciare che di questa si occupino tutto quanto il giorno, perch allora diverrebbe una fissazione, ma vedete che possano variare e alternare le occupazioni, che abbiano ore destinate al lavoro, ed altre al riposo e alla passeggiata, e ne guadagner la loro salute e la loro intelligenza.
Non trascurate di mettere in prima riga le cose pi utili, e quantunque avreste pi piacere di veder i vostri figliuoli infervorati in ci che tornasse loro a maggior gloria, rammentatevi che val meglio un buon calzolaio che un cattivo poeta, un buon agricoltore che un imbrattatore di tele.


ORDINE.
Senzordine non camminerebbe il mondo, n potrebbe andar bene una casa. Una schiera di figliuoli educati senza un po dordine crescerebbero come lerba cattiva e finirebbero per essere una schiera di diavoletti che si spargerebbero per il mondo a portarvi lo scompiglio e la ribellione.
Luomo  lanimale pi disordinato che esista; egli mangia anche senza appetito, dorme di giorno, di notte, quando gli pare, senza regola fissa, e infine colle sue mani e la sua volont pu mettere tutto a soqquadro. Vedete se siete capaci di trovare un altro animale che possa fare altrettanto. Per uno che da piccino sia stato avvezzo in una casa ordinata, piglier un innato amore per lordine, lo conserver tutta la vita e ne ricaver una quantit di vantaggi.
Ecco perch una saggia madre di famiglia dovr badare prima di tutto a tenere nella sua dimora un perfetto ordine. Tanto se far tutto lei, quanto se avr dei servi, dovr distribuire il lavoro secondo la quantit di persone, e secondo le ore della giornata; in casa, tutto dovr essere pulito e in assetto, per non approvo nemmeno quellordine meticoloso che non pu sopportare la pi piccola cosa fuori di posto: ci spesse volte riesce monotono e uggioso. Quelle stanze ammobigliate simmetricamente, dove non si vede un libro o un lavoro sul tavolino, n una sedia o una poltrona fuori di posto, mettono tanta tristezza, che farebbero preferire un po di disordine: ma dal tenere il libro che si sta leggendo o il lavoro incominciato, lultimo giornale ricevuto, sul tavolino, al vedere ammucchiati tutti i volumi che si son letti nel corso dellanno o i lavori che si sono cominciati, o accatastati in disordine tutti i giornali dellultimo semestre, ci corre una gran differenza. Poi non chiamer disordine se vedr un oggetto di abbigliamento nella camera da letto o nellabbigliatoio, ma mi far orrore vederlo nel salotto o nella stanza da pranzo. Non basta conservar lordine nelle stanze, ma si dovr conservarlo negli armadii, nei cassetti, nella biblioteca.
Una volta creato intorno a noi e ai nostri figliuoli un ambiente ordinato, si dovr osservare il medesimo ordine nella divisione del tempo, destinare le ore dei pasti, delle occupazioni e dei divertimenti, poi far studiare i figliuoli con ordine se si vuole che imparino molto.
La nostra testa  come i cassetti dei nostri armadii: mettiamoci dentro le cognizioni alla rinfusa, e ce ne stanno poche, mettiamole invece con un po dordine e resteremo sorpresi della quantit che ne potr contenere. Si  portati dalla nostra indole a voler sempre progredire e imparare cose nuove, e a rallegrarci quando i nostri figliuoli desiderano di sapere quello che non sanno; per dobbiamo esigere che sappiano bene una cosa prima di rivolgersi ad unaltra, tutto per lamore dellordine.
Facciamo loro un orario e badiamo che venga scrupolosamente osservato. Serbiamo per le ore del mattino, quando la mente  pi fresca, le cose pi difficili, per le ore del pomeriggio le pi divertenti; abbiano tutti i giorni qualche ora dedicata al passeggio o agli esercizii ginnastici e dopo i pasti un po di ricreazione.
Se qualche volta sar utile offrir loro alcun passatempo non si dovr farlo con troppa frequenza, e anche nellepoca delle vacanze vorrei che fossero bens diminuite le ore di studio e aumentate quelle destinate alla ricreazione, ma che lo studio non venisse mai abbandonato totalmente per delle intere giornate. La nostra mente  come una macchina: una volta datole limpulso va va senza mai fermarsi, ma se si arriva a fermare, prima di ritornarla ad avviare ci vuole molta fatica e molto tempo.
Ricordatevi che lordine deve regnare sovrano nella vostra casa, egli solo vi fa regnare la pace, accrescere le vostre sostanze, e moltiplicare il vostro tempo. Sono soltanto i disordinati, che trovano i cassetti troppo stretti, le giornate troppo brevi e le case troppo piccole, e non hanno mai tempo e mai posto per nulla. Essi si compiacciono di stare in mezzo alla confusione come certi animali in mezzo al sudiciume; e perch hanno udito raccontare che qualche granduomo era disordinato, credono che il disordine sia lattributo del genio e indizio di superiorit; perci li vedrete sempre in mezzo a cataste di libri, ad un arruffo di quaderni, ad una confusione di giornali di tutte le foggie e di tutti i colori; nei loro cassetti vedrete riunite le penne ai pettini ed alle cravatte, e spesso sul medesimo scaffale alcuni libri scientifici si meraviglieranno di trovarsi in societ con un paio di stivali o con un cappello a cilindro, e avranno sempre intorno a loro una babilonia da far mettere le mani nei capelli ad una persona che sia un pochino pi ordinata.
Eppure essi vi assicureranno che in mezzo a quella confusione trovano tutto e non perdono mai nulla, e vi persuaderanno che anzi  una bellissima cosa non perder il tempo a mettere in assetto i loro oggetti.
Naturalmente, qualche volta troveranno quello che cercano, perch gli oggetti non hanno n ali n gambe per scappare da soli, e qualche volta al disordine supplir la memoria, come per un cieco il tatto supplisce al difetto della vista; ma quelle volte che perdono una quantit di tempo prezioso a cercare un oggetto che con un po dordine avrebbero trovato subito, tutte le volte che sinquietano per timore daverlo smarrito, non lo confessano certo, perch sarebbe come voler confessare lassurdit del loro sistema.
Confesso anchio che alcune volte sarebbe da preferirsi un po di disordine alla noia di dover tutto porre in assetto, ma quando si pensa ai vantaggi che se ne ricavano ci piglieremo volontieri un po di cura per mantenerlo, e non sar certo difficile ove si abbia riguardo di rimettere al posto una cosa subito dopo averla adoperata. Ma se siamo disordinati credo che lo dobbiamo in gran parte alla nostra pigrizia.
Appunto per vincere la nostra natura, che qualche volta si ribella, procuriamo che i nostri figli si avvezzino ad amar lordine e a saperlo conservare.
Dovremo esigere che fino da piccini rimettano a posto i loro balocchi dopo aver giocato, pi tardi i loro libri, in seguito gli oggetti di abbigliamento; ma perch ci riesca possibile, destiniamo loro un armadio con diversi scompartimenti, affinch si avvezzino a tener separati i balocchi dai libri e questi dagli oggetti di specie diversa; procuriamo loro delle scatolette per le cose minute, ed ogni tanto passiamo in rivista i loro oggetti per vedere se sono tenuti in pieno ordine.  cosa tanto da poco, che si dovrebbe fare con tanto piacere, il tener un po dordine nelle cose proprie, e se tutti lo facessero, con tutta facilit lordine regnerebbe anche in un grande appartamento abitato da una famiglia numerosa. Molti individui ordinati formano una famiglia ordinata, e basta un solo disordinato per portare lo scompiglio dove passa e dove mette mano, come basta un uragano a distruggere lopera di molti giorni e di molte forze riunite ad un solo scopo.
Rammentatevi che lordine  la vita, la pace e la calma, e il disordine  la distruzione e la morte.


CATENE.
Fino da quando si  bambini la libert  una delle nostre pi care aspirazioni; appena nati, si cerca coi nostri piedini di sciogliere i ceppi che li avvolgono. Pi grandicelli, si vorrebbe sfuggire allautorit dei genitori e liberarsi dalle discipline scolastiche. Si desidera ardentemente di poter spiegar lali e volar liberi come gli uccelli nellaria; eppure, lo credereste? Appena ci si fa grandicelli, ci si crea mille catene, ci si lascia avvolgere da una quantit di legami assai pi tenaci di quelli che ci avvolgevano in culla, ci si assogetta ad una schiavit assai pi dura di quella che prima ci teneva avvinti,  sembra una contraddizione, ma pure  cos;  e a quei ceppi noi porgiamo le braccia di buona voglia, col volto sorridente, senza alcun pensiero. Sono catene imposteci dalla societ, dalla moda, dalle consuetudini e tanto pi deplorevoli, perch assurde ed inutili.
Quando si va alla scuola, si  schiavi dellopinione dei nostri compagni, e prima di fare la pi piccola cosa ci si guarda intorno, e si d un gran peso a quello che penseranno di noi. Se abbiamo voglia di studiare ed essi invece vogliono giocare, noi ci si lascia trascinare al gioco. Se la mamma non vuol metterci in quella tal occasione un vestito nuovo, noi si piange per volerlo, perch si sa che gli altri lo mettono; se ci dice di portare con noi i nostri libri, non vogliamo perch gli altri li fanno portare dal servitore; e cos via ci facciamo schiavi di tutto e di tutti, non si cerca di far bene e di essere in pace colla nostra coscienza; quello che pi ci preme  che non abbiano a burlarci e a criticarci, e cos ci lasciamo trascinare a fare quello che non vorremmo. Appena siamo liberati dai compagni di scuola abbiamo gli amici, i conoscenti, i colleghi, le convenienze sociali che cimpongono ci che dobbiam fare, fanno da padroni in casa nostra, e noi dobbiamo rinunciare alla nostra volont e come agnellini ci lasciamo assoggettare alla loro tirannia; sono essi che cimpongono le ore delle nostre occupazioni, la mobilia della nostra dimora, la qualit delle nostre vesti; che ci fanno abbandonare molte volte i figli in mani straniere, per far visite, e riceverne, secondo che la nostra posizione lo esige; e noi ci pieghiamo di buon grado, e prima di muovere un passo abbiamo cura di riflettere a quello che ne penser il mondo. Il mondo! ecco la gran parola che dirige le nostre azioni; egli ci appare come qualche cosa di gigantesco, che ci fa tremare e chinare il capo riverenti, sotto pena, se si fa altrimenti, di passare per persone eccentriche, degne di abitare lospizio dei mentecatti.
Eppure qualche volta siamo noi che ci formiamo del mondo unidea esagerata, che ci sogniamo chegli non abbia altro da fare che da occuparsi di noi, mentre pensa a tuttaltro;  la nostra vanit che ci fa centro di tutto e di tutti, mentre gli altri hanno troppo da pensare a loro stessi per occuparsi di ci che riguarda noi soli. E qualche volta questa tema delle chiacchiere del mondo, ci fa rinunciare al nostro libero arbitrio e ci rende infelici per tutta la vita. Proviamoci allora a domandare al mondo un compenso alla nostra infelicit, a lui che ne  stato la causa principale! Egli ci volta le spalle ed  capace di riderci in faccia. Domandatelo a quel giovane che per vivere in una societ superiore alla sua e per spendere pi di quello che consentivano le sue ricchezze si ridusse alla miseria; chiedetelo a quella famiglia patrizia, che, decaduta, invece di ritirarsi a vivere una vita agiata ma modesta, volle pei riguardi del mondo con supremi sforzi conservare alla sua casa lantico splendore, e fin per morire dinedia; oppure a quella fanciulla che, fidanzata ad un uomo indegno di lei, quantunque avesse avuto campo di conoscerlo prima di legarsi a lui per sempre, e non potesse n amarlo n stimarlo, lo volle sposare ad ogni costo per paura delle chiacchiere del mondo, e fu infelice per tutta la vita; domandatelo infine a tutte le vittime di simili pregiudizii.
 vero, qualche volta lopinione che vogliamo acquistare presso ai nostri simili, ci  di sprone a far cose lodevoli e buone, ma ci che dovremo fare sar di distinguere quello che ci potr essere utile o dannoso; mantenere libera la nostra volont, e seguire la corrente se il suo scopo ci pare plausibile, ma non lasciarci trascinare ad occhi chiusi senza riflettere, e soltanto perch gli altri lo fanno; insomma dobbiamo esser superiori a certi pregiudizii e certe piccinerie, tracciarci una via retta e giusta e seguirla senza esitare e senza volgere il capo, e abituare i nostri figliuoli a fare altrettanto. Ho veduto delle fanciulle che se dovevano per caso pulire la loro stanzetta, chiudevano le finestre perch si vergognavano farsi vedere ad essere brave donnine di casa; dei fanciulli che si rifiutavano di portare un piccolo involto per la via onde far piacere alla mamma, per tema dincontrare i loro compagni di scuola; delle signorine andare al passeggio imbronciate perch non avevano da sfoggiare un vestito nuovo. Tutte sciocchezze, ma delle quali n pieno il mondo, e che potersene liberare deve essere una gran bella cosa. Almeno si deve vedere di farne andare esenti i nostri figli; insegniamo loro a fare quello che devono senza timore dessere criticati o derisi, e facciamo loro comprendere che la paura dessere ridicoli per delle inezie,  cosa molto ridicola; e raccontiamo loro lannedoto che racconta della sua vita Vittorio Alfieri, il quale essendo beffeggiato dai compagni, perch in causa duna malattia dovea portare la parrucca, egli non se nebbe a male, ne rise insieme agli altri, anzi per far la cosa pi buffa, si lev da s stesso la parrucca e si mise con essa a giocare alla palla; da quel giorno i compagni non gli dissero pi nulla e lo stimarono di pi. Converrete meco che quel fanciullo mostrava gi da quellet uno spirito superiore a certi pregiudizii, e che se la cav in quella circostanza con molto onore. Sono specialmente imperdonabili quelle madri che trattandosi delleducazione dei loro figliuoli, ad altro non tendono che a scimmiottale quello che fanno le loro amiche e non badano punto allindole speciale e allattitudine diversa che ha ogni individuo, e voler insegnare unarte o una scienza a un nostro figlio soltanto perch lo fa la nostra amica A o la nostra conoscente B,  una cosa molto assurda. Anche della moda dobbiamo procurare di non essere schiavi, ma discreti seguaci; se ci volesse imporre di stringerci smisuratamente in modo da rovinarci la salute oppure di portar cose non adatte alla nostra persona, dovremo subito emanciparsene.
Infine a che affannarci tanto per gli altri. Sono nostri amici sinceri? Allora ci piglieranno come siamo, e meno cerimonie che si faranno sar meglio. Vengono invece in casa nostra per osservarci e criticarci? Ebbene stiano allora lontani da noi le mille miglia, che sar tanto di guadagnato. Ci vuole un po deroismo per liberarsi dai pregiudizii del mondo; ma se ci si riesce, possiamo vantarci daver ottenuto una bella vittoria.
LETA INGRATA
Mi rincresce parlarvi di cose punto liete, ma  inevitabile, e per quanto io lo desideri che spunti per voi pi tardi possibile, pure arriver troppo presto quellepoca, alla quale un uomo occupato di cose di maggiore importanza non d retta; ma che una donna accoglie sempre di malavoglia, e che io chiamerei let ingrata.
 il momento quando si vedono a poco a poco svanire le illusioni della giovent e spuntare i primi capelli dargento,  il momento in cui la vita ci appare vuota e priva di attrattive, e che sembra sia finito il nostro cmpito nel mondo.
Mentre si  fanciulle e tutto sorride, pare che la vita sia eterna, non ci si occupa che di noi, si cerca di farsi pi belle, e di adornare la nostra mente dutili cognizioni; si  protette, amate, ammirate e festeggiate, e per quanto poco vane si possa essere, sono cose che ci fanno sempre piacere....
Dopo le nozze sorgono altri doveri ed altre occupazioni. La nuova famiglia ci d un gran pensiero, si cerca di studiare il carattere del marito e si procura di andare con esso daccordo e si studia di piacergli.
 lepoca in cui le nostre qualit fisiche, morali e intellettuali toccano il loro maggiore sviluppo; quella in cui otteniamo maggiori trionfi e che lottenerli ci rende maggiormente contente perch ne partecipano anche i nostri mariti. Poi vengono i figliuoli che ci apportano nuove gioie e nuove preoccupazioni, non si vive che per loro e si  sempre ansiose per il loro benessere e la loro buona riuscita; per essi si migliora il nostro carattere, si cerca migliorare la nostra posizione sociale, si diventa pi serie e pi saggie e si passa il tempo fra la gioia che ci procurano, e i timori che cinspirano; oggi liete, domani in mezzo allagitazione, ma intanto si sente di vivere. Quando tutto ad un tratto ad una vita piena demozioni succede la calma, un bel giorno ci si accorge che i nostri figliuoli non hanno pi bisogno di noi, sanno dirigersi da soli e spiccano il volo fuori dal nido perch si sentono abbastanza forti per affrontare i pericoli che possono trovare nel loro cammino; le fanciulle si lasciano trasportare ad altri lidi da uno sconosciuto che in pochi giorni  riuscito a rubarci il loro cuoricino e vanno a formare una nuova famiglia; i figliuoli si spargono per il mondo e procurano di lavorare per essere utili a s stessi e al loro paese.
Quel giorno, che pure si dovrebbe esser liete perch  finita gran parte della nostra responsabilit, e si potrebbe abbandonarsi alla gioia dunesistenza calma e tranquilla, si sente uno strappo al cuore, pare che la nostra missione sia finita nel mondo e si rimpiange let passata perch se qualche grinza comincia a solcare il nostro volto, ci si sente ancora giovani e vigorosi; se il corpo si accascia, lanima  ancor forte e potrebbe lottare, eppure  let ingrata che comincia e se non vogliamo essere fischiate, ci convien proprio ritirarsi dalla scena del mondo e mettersi in riposo.
 poi tanto difficile e tanto doloroso questo passo, che io vedo tante di voi non volerlo fare assolutamente e procurano invece di prolungare collarte la loro giovent, anche quando tutti le hanno gi collocate nel corpo di riserva?
Io non lo posso dire per prova, ma credo fermamente che vedr avvicinare quellet tanto temuta senza tremare, anzi sono certa che laccoglier col sorriso sulle labbra.  perch credo che ogni et abbia le sue soddisfazioni e le sue gioie, e che let matura non abbia nulla da invidiare allet giovanile. Una bella corona di capelli bianchi inspira altrettanto affetto e confidenza, quanto una bella fronte circondata da capelli bruni o biondi, e ad una signora duna certa et non saranno punto negati certi piaceri concessi ai giovani; per esempio, purch ci trovi divertimento, potr frequentare i teatri e le conversazioni, anzi al suo entrare in un salotto tutti saranno pronti ad alzarsi e giovani premurosi procureranno di cederle i posti migliori, e se avr bisogno daiuto, o se mostrer qualche desiderio avr tutta una schiera di persone gentili pronta a suoi cenni. Non le sar negato circondarsi di molti amici di buona lega perch conosciuti da molti anni e in parecchie occasioni messi alla prova, e poi i suoi capelli bianchi le permetteranno certe licenze e una certa indipendenza che senza di essi non potrebbe avere. Purch la sua conversazione sia piacevole, si vedr circondata di persone di sesso diverso per delle lunghissime ore e potr chiacchierare a lungo con un vecchio amico, farsi accompagnare per via da un conoscente senza che alcuno ci trovi a ridire. Le piacciono invece i piaceri tranquilli e la calma della campagna? Potr gustarli con maggior agio che nella giovent quando mille distrazioni la chiamano alla citt.
Un buon pranzetto servito a dovere, una passeggiata allaria aperta, una partita alle carte o agli scacchi, una conversazione piacevole, un buon libro, saranno cose che ci potranno allettare in ogni tempo e a qualunque et.
A una certepoca possiamo anche emanciparsi dalla schiavit della signora moda e pure abbigliandosi con cura e con vesti adatte alla nostra et non ci sar bisogno di stringersi come tante puppattole e di cambiar foggia ad ogni mutar di figurino; e se sar una privazione per noi non poter pensare ai fronzoli e ai gingilli come quando eravamo giovani, saremo sempre libere di occuparci degli abbigliamenti delle nostre figlie e delle nostre nipoti e godere dei loro trionfi, e veder folleggiare intorno a noi quella schiera giovanile ci sar di altrettanta gioia come se noi prendessimo parte ai loro piaceri.
Creda, mia gentile signora, che let che ci sembra ingrata non merita infin dei conti questo brutto nome; anche fra le pareti domestiche regna a questepoca pi calma e pace, se ha la fortuna di avere ancora al fianco un buon marito, la sua vita deve trascorrere tranquilla come londa dun limpidissimo lago. Oramai  molti anni che ha imparato a conoscerlo, ed  certo che  unita a lui da un solo pensiero e da una sola volont.
Non esistono pi n gelosie, n lotte, n malintesi, e la sua ammirazione per essa non si  punto scemata, ha invecchiato insieme vedendola tutti i giorni, non si accorge che siasi un po invecchiata. Se non lama colla foga dei primi anni, il suo affetto s rinvigorito e il fuoco di paglia si  mutato in fuoco di rovere, ed ogni giorno di pi egli sente il bisogno di stringersi alla compagna dei suoi giorni migliori.
E poi ci sono altri piaceri che compensano la giovent che volge al tramonto. Ci sono le feste di famiglia, i nipotini che si adorano, ai quali non si danno che carezze, dolci e balocchi, lasciando ai loro genitori la briga di punirli e castigarli quando sono disubbidienti; poi la gioia di veder germogliare e dar buoni frutti i semi piantati in giovent, e la corona daffetto e di riverenza di cui ci circondano i nostri cari.
Ma mi par di sentirmi dire chio vedo tutto attraverso una lente color di rosa, che ad una certa et ci sono pur le sue spine le quali sono tuttaltro che indifferenti.
S, ne convengo anchio, ci sono per di quelli che vogliono veder tutto dal lato peggiore e troverebbero per esempio che in una certa et ci sono gli acciacchi, ma vi confesso che non mi danno pensiero fino che vedo al mondo dei giovani condannati a passare i pi begli anni della loro vita tristi ed infermicci, tanto da invidiare quei vecchi che si mantengono anche in tarda et arzilli e prosperosi; e in ogni caso se pure abbiamo qualche cosa che non ci va proprio a seconda, non dobbiamo aggravarla colla nostra immaginazione e invece dobbiamo pensare sempre che la possa andar meglio, e non si debba mai udire dalle nostre labbra uscire queste brutte parole:
Ormai la mia vita  finita, per quello che faccio a questo mondo posso anche morire.
Per carit non le proferite, pensate invece che fino che abbiamo intorno a noi degli esseri che si amano  un delitto desiderare la morte.
A questo proposito voglio finire questo volume trascrivendo un capitolo dalle Memorie duna vecchia, e se potr farvi accogliere pi benignamente lavvicinarsi dellet matura, e vi far amare un pochino la vita anche quando fosse sul punto del tramonto, sar appagato uno dei miei pi ardenti desideri.


LULTIMO CAPITOLO
(DAI RICORDI DUNA VECCHIA).
Quando leggerete queste pagine vi sembrer di vedere la vostra nonna seduta nel suo solito cantuccio, appoggiata ad un tavolino, coi capelli bianchi gli indispensabili occhiali.
Ma dovete sapere che la nonna non  sempre stata immobile a quel posto, e forse ve la rammentate ancora, quando era in continuo movimento e correva di qua, di l per la casa onde vedere che tutto andasse in perfetto ordine.
Ora  da cinque anni condannata al suo eterno seggiolone, e vi so dir io che, quando saccorse daver le gambe paralizzate e di non poter reggersi in piedi, quantunque si mostrasse serena e sorridente per non affliggere quelli che la circondavano, prov un dolore cos forte che appena fu lasciata sola pianse come una bimba, e preg il Signore che la facesse morire piuttosto di tenerla al mondo come un oggetto inutile ed essere soltanto di noia ed impiccio agli altri. Ma il Signore non volle ascoltarla ed essa dovette rassegnarsi alla sua sorte, anzi il suo male non fu senza conforto perch la sua infermit le fece apprezzare le cure dei suoi amici e conoscenti, che venivano tutto il giorno a tenerle compagnia, tanto che divenne il punto centrico, intorno al quale si aggruppavano, sincontravano e restavano insieme a conversare una quantit di persone, ed essa immobile nel suo cantuccio ascoltava le notizie del giorno, i pettegolezzi della citt, e qualche volta, attraverso i suoi occhiali, vedeva accanto a lei principiare o svolgersi qualche romanzetto di cui col suo acume e colla sua esperienza ne indovinava la soluzione. Cos se era stata costretta ad abbandonare la societ, questa veniva a trovarla nella sua stanza, e finalmente quando era sola per non provar mai un minuto di noia, aveva sempre qualche libro interessante o qualche lavoruccio alla portata delle sue mani.
Ma la pi gran festa per la nonna era quando irrompevano nella stanza le sue due nipoti, e venivano a portarle un alito di giovent e dallegria. Dora, la maggiore, era maritata da pochi mesi, e quando poteva veniva a vedere la sua nonnina. Amelia era ancora in casa, e tutte due formavano la mia consolazione, perch dovete sapere che la nonnina ero proprio io.  E quando le vedevo l davanti a me fresche come due rose appena sbocciate, le ore mi passavano in un lampo. Io minteressavo a tutti i loro discorsi e mi pareva di ringiovanire colla loro compagnia.
Esse, qualche volta, si burlavano di me e davano in fragorose risate, quando cercavo gli occhiali dappertutto, ed invece li avevo sotto il naso, oppure quando raccontavo come nuova una storiella che avevo gi narrata pochi giorni prima; ma non me ne offendevo, ero certa che mi volevano bene e non ci mettevano alcuna malizia, ma ridevano solo perch la giovent ha bisogno di ridere, come gli uccelletti di cantare e le farfalle di volare.
Io le amavo come non avevo mai amato i miei figli, e la mia gioia era di appagare tutti i loro desiderii.
Mio figlio, il loro babbo, mi diceva spesso:
 Bada, mamma, finirai per guastare le mie figliuole; a questo mondo non possono sempre avere quello che desiderano, e bisogna che savvezzino a qualche privazione.
 Non ho coraggio di rifiutar loro nulla,  rispondevo io,  e poi,  appunto perch nel mondo non la pu sempre andar a seconda dei propri desiderii, che penso di renderle contente fino che posso;  tanto di guadagnato, e poi al caso sono cos buone che sadatteranno alle circostanze.
Il mio sistema non era giusto, ma nel mio cuore speravo che le mie nipoti dovessero esser sempre felici.
Quando venivano nella mia stanza ero felice perch le vedevo sempre allegre e contente; per un giorno maccorsi che la loro allegria non era spontanea come al solito, mi parve di sentir Dora sospirare, e di vedere negli occhietti dAmelia traccie di lagrime sparse di recente.
Quando Dora rimase sola con me le chiesi se era felice con suo marito.
 Felicissima,  mi rispose.
Le domandai se era buono, se le dava nessun dispiacere, e tante altre cose, alle quali mi rispose con una filza di superlativi, dicendomi che era buonissimo, amorosissimo, e cos via.
 Non sono persuasa di quello che mi dici,  io soggiunsi.
 Perch?
 Perch, se tu mi avessi accennato a qualche piccolo difetto, a qualche punto nero nel carattere di tuo marito, potrei credere anche alle sue buone qualit; ma visto che un uomo cos perfetto al mondo non ci pu essere, non ti credo sincera.
 Non ho detto che sia il tipo della perfezione, ma a me mi par tale, e, sai bene, laffetto rende ciechi.
 Sar, ma mi nascondi qualche cosa; a ventidue anni non si sospira senza una ragione.
Dora cambi discorso e per quel giorno non seppi nulla. Tentai di domandare ad Amelia la ragione dei suoi occhietti rossi, ma mi disse che era raffreddata e scapp via.
Io sentivo nellaria qualche cosa che faceva dispiacere alle mie nipotine, e siccome non mi volevano dir nulla, questo mistero mi faceva soffrire assai pi dellinfermit che mi teneva inchiodata sulla poltrona.
Quantunque la mia vista non fosse molta buona, pure non mi sfuggiva nulla, e osservai che Dora, la quale da ragazza ci teneva molto alleleganza dellabbigliamento e soccupava forse un po troppo del figurino della moda, dopo maritata non sera pi fatto un vestito nuovo e non lavevo mai sentita parlare di mode; anzi vestiva fin troppo dimessa.
Un giorno le manifestai questa mia osservazione.
 Ora,  mi rispose,  non bado pi a quelle frivolezze, sono divenuta una donna seria.
Guardai il suo visetto fresco di ventidue anni e sorrisi.
 Ti pare impossibile,  soggiunse, ma pure  cos; per, gi che si tratta di farti piacere, mi far presto un vestito nuovo. Va bene, nonnina?
 Per me mi piaci in tutti i modi, e non ci tengo che tu tabbia a fare dei vestili se non ne hai voglia, ma  che non so spiegarmi certi cambiamenti repentini.
Intanto venne qualcheduno, e cos anche questa volta il nostro discorso rimase interrotto. Un giorno per fui certa che le mie nipoti avevano qualche dispiacere.
Era una giornata di primavera, ed io avevo aperto la finestra per respirare laria profumata che veniva dal giardino.
Pare che anche le mie nipotine fossero state invitate dallaria tepida e primaverile a scendere nel giardino perch le udii proprio sotto la mia finestra fare il seguente dialogo.
 Via, calmati,  diceva Dora ad Amelia, lo sai che alla nonna non sfugge nulla, e se poi ti vede cogli occhi rossi te ne chieder la ragione.
 Povera nonnina,  disse Amelia,  lei che non vive che delle nostre gioie, non ci mancherebbe altro che ci sapesse infelici.
 Eppure ci sarebbe di tanto sollievo confidarci con lei!  disse Dora;  ma no, no, vediamo che non scopra nulla;  abbastanza infelice colla sua malattia, non dobbiamo rattristarla di pi.
Intanto le voci si allontanarono e non udii pi nulla, ma sapevo abbastanza ed ero decisa di voler saper tutto. A Dora era inutile parlare; la sapevo sempre presente a s stessa e non si sarebbe tradita; dunque dovevo fare il possibile di far parlare lAmelia, che era di carattere pi espansivo, e una volta sulla via delle confidenze mavrebbe detto tutto.
Appena entr nella mia stanza, le dissi:
  inutile che tu voglia infingerti, so tutto, so che hai qualche cosa che taffligge e a me lo vuoi nascondere; ho udito quello che hai detto a Dora nel giardino; dunque se mi vuoi bene e se non vuoi farmi inquietare inutilmente, devi raccontar tutto dalla alla zeta.
 Ma se ti dico che non ho nulla, oppure sono inezie che non vale nemmeno la pena di parlarne; forse le parlavo del cappellino nuovo che non m andato bene, non mi ricordo di cosa le parlavo.
 Tu non sei sincera,  dissio, prendendola sulle mie ginocchia;  andiamo dunque, su quella testolina perchio veda se dici la verit; non ho buoni occhi, ma pure arrivo a vederti qui dentro nel tuo cuoricino, e vedo che c qualcheduno che non ti dispiace e che questo tale non ti vuol bene.
 Non  vero,  disse lAmelia con impeto,  anzi me ne vuole tanto tanto.
 E allora c qualcheduno che si oppone al tuo matrimonio.
Amelia, col volto tutto infiammato, fece cenno di s.
 E questo tale che si oppone  il babbo?
Amelia ritorn ad assentire col capo.
 Dunque narrami tutto.
Ed essa colle lagrime agli occhi, interrompendosi spesso dai singhiozzi, mi raccont come si fosse incontrata in societ con un giovinotto amabile, compito, che faceva lingegnere, come lo avesse poi riveduto in chiesa, al passeggio, dappertutto dove andava lei, e finalmente una volta le aveva detto che le voleva tanto bene, che avrebbe voluto sposarla; ma il babbo quando avea saputo questo, avea dichiarato che non le permetterebbe mai di sposare un giovane che non avea niente al mondo altro che la sua professione.
 E senti, nonnina,  soggiungeva piangendo,  pazienza se il babbo mavesse detto che era un birbone, un cattivo soggetto, che avesse fatte delle cose disoneste! Non lavrei creduto, vedi, perch ci mi sarebbe parso impossibile con quella faccia aperta e sincera, pure mi sarei rassegnata e non avrei parlato pi; ma dirmi che non era ricco! Non  poi una colpa non esser ricchi e quando mi contento io, mi pare... non  vero, nonnina, che ho ragione?
E s dicendo mi bagnava il volto colle sue lagrime e i suoi baci.
Quella povera fanciulla mi faceva proprio compassione.
 Ma bisogna vedere,  dissi io;  alla tua et si pensa col cuore invece che colla testa e si fanno cose delle quali poi ci si pente; intanto tu devi esser calma ed affidarti interamente al babbo ed un pochino anche a me, che sai non possiamo volere che la tua felicit; io procurer di aver notizie di questo giovanotto e puoi credere se madoprer per vederti contenta, ma se poi noi troviamo che non  partito per te, devi rassegnarti e non pensarci pi.
  perch il babbo dice che vuole farmi sposare un ricco, un possidente come Dora.
 Ma, a proposito di Dora,  dissi io,  deve avere anche lei qualche dispiacere.
 Non so nulla,  rispose Amelia,  non mha detto nulla.
 Ora ritorni da capo ad ingannarmi; sai benissimo ci che rende infelice tua sorella e non me lo vuoi dire.
 E tu chiedilo a lei, io non centro.
S dicendo mi lasci sola.
Da Dora non potei ricavar nulla, ma per una strana combinazione venni a scoprire ugualmente il suo secreto.
Io allepoca delle sue nozze le avevo regalato un filo di perle duna rara grossezza; era un ricordo di famiglia che desideravo non uscisse dalla nostra casa. Per mi rincresceva di non aver un dono simile da poter fare ad Amelia, che pure occupava nel mio cuore lidentico posto di sua sorella, onde prima di privarmi delle perle, le mostrai ad un gioielliere, pregandolo di procurarmene un filo per quanto fosse possibile rassomigliante al mio, appena gliene capitasse loccasione, essendo mia intenzione di serbarlo per il matrimonio della mia seconda nipote.
Ora appunto in quei giorni chio ero ansiosa di sapere la causa della tristezza di Dora, il gioielliere mi mand un filo di perle chei diceva identiche alle mie, ma chio conobbi essere precisamente quelle che avevo regalato a Dora.
Il negoziante poteva ingannarsi, ma io no certo, che avevo portato tante volte quelle perle intorno al collo, erano state le compagne de miei giorni pi belli e le conoscevo una per una. Non cera alcun dubbio. Dora le aveva vendute, e per giungere al punto di doversi privare dun oggetto di famiglia e dun ricordo della nonna doveva aver sostenuto una crudele battaglia.
Io non sono mai stata buona di perdermi in inutili circonlocuzioni e sono sempre andata diritta al mio fine, sicch quando venne Dora le dissi ci che mi era noto, e che desideravo sapere la causa dei suoi dispiaceri, perch io mi sarei forse immaginata i fatti peggio di quello che erano in realt.
Vedendo che era inutile negare levidenza, mi raccont che aveva, venduto le perle perch suo marito era tanto tanto avaro e non le lasciava mai un centesimo, nemmeno per comperarsi le cose pi necessarie. A lei ci non importava gran fatto, ma aveva veduto che anchio mero accorta del suo vestire dimesso, e aveva deciso di sacrificare le perle per acquistarsi degli oggetti pi necessari.  Tanto  soggiunse  a feste non mi vuole condurre, e per me sono cose inutili.
Essa mi preg di non dir nulla a suo marito, ma io invece, appena fui sola, gli scrissi subito due righe per pregarlo di venire da me. Quantunque non vedessi Alberto molto spesso, pure mavea sempre trattata con rispetto ed anche con una certa confidenza, sicch appena ricevuto il mio viglietto, venne subito senza farsi aspettare.
Non gli dissi daver parlato con Dora, soltanto gli narrai la scoperta fatta a proposito delle perle, e lo rimproverai di trattare la moglie in modo da costringerla a vendere un ricordo di famiglia.
Egli si mostr molto mortificato di questo fatto, e mi confess che la sua unica colpa era di non esser ricco come tutti lo credevano e come laveva creduto anche mio figlio, chegli avea,  vero, delle campagne ma gravate di debiti, che prima non aveva avuto il coraggio di dirlo a mio figlio per timore che non gli accordasse la mano di Dora, amandola pi di s stesso, e poi non aveva avuto il coraggio di svelarlo alla moglie per tema di affliggerla troppo; e cos volendo darsi ad una assoluta economia per riuscire a pagare i suoi debiti e a liberare le sue possessioni dalle ipoteche, figurava dessere avaro; si mostrava molto dispiacente che Dora fosse giunta al punto di privarsi dei suoi gioielli e mi prometteva di farle condurre unesistenza pi brillante appena gli fosse stato possibile.
Io lo rimproverai e gli dissi che avrebbe dovuto dir tutto alla moglie, che non era poi una ragazza tanto frivola da non sapersi adattare alle circostanze, e se esser poveri  una sventura, essere avari  una colpa, e chegli col preferire di mostrarsi sotto laspetto peggiore correva il rischio di perdere anche laffetto della moglie.
Le mie parole lo persuasero e si risolse di dir tutto a Dora.
 Poveretta,  disse,  mi rincresce toglierle lillusione desser ricca, e farle il quadro dun avvenire pieno di privazioni, almeno per il momento.
 Non abbiate paura, vedrete che non udrete da lei un lamento; le mie nipoti sono cos, sinquietano per cose da nulla, ma quando debbono esser forti sanno esserlo davvero.
Credevo di aver fatto troppo a fidanza col coraggio di Dora, ma fortunatamente non mingannai. Quando venne la sera a vedermi era raggiante di contentezza. Finalmente comprendeva suo marito, aveva rimorso daver dubitato di lui, daverlo creduto cattivo, mentre invece non era stato che ingannato da quelli che gli avevano amministrata la sua sostanza, e per il momento si trovava in cattive acque, ma collordine e leconomia sperava di porvi riparo e in poco tempo. Ora anche lei avrebbe cooperato con tutte le sue forze per vivere parcamente, anzi avea offerto al marito le cinquemila lire ricavate dalla vendita della famosa collana di perle e colle quali volea comperarsi degli abbigliamenti. Poi facea dei progetti di andar a vivere in campagna per qualche tempo, di diminuire il numero delle persone di servizio; insomma si mostrava una donna veramente di senno.
E suo marito le avea detto chera un angelo e che non avrebbe mai creduto che in una personcina tanto snella e delicata ci fosse il cuore duneroina; ed essa era tutta orgogliosa degli elogi di suo marito, e non si era mai trovata tanto felice come in quel giorno.
Anchio ero tutta lieta di ritrovare alfine la mia Dora allegra e contenta come quando era fanciulla, e avendo a cuore anche la felicit di Amelia, dissi a mio figlio:
 Vedi che non  proprio la ricchezza quella che forma la felicit, e potresti acconsentire al matrimonio di Amelia col suo ingegnere; io mi sono informata ed ho saputo che  un giovane a modo, e se non  ricco guadagna colla sua professione tanto da poter vivere agiatamente colla famiglia.
 Voi donne siete tutte romantiche ad un modo,  disse mio figlio;  per, visto che si pu essere ingannati e credere ricco anche chi non lo , fate pure voi che io me ne lavo le mani.
Era rimasto indispettito daver preso un granchio riguardo al matrimonio di Dora, e non volea impicciarsi pi in simili faccende.
Una volta che lasciava a me il pensiero di tutto, ve lo potete bene immaginare, il matrimonio fu combinato in pochi giorni e rividi il sorriso spuntare anche sul volto dAmelia.
A Dora dissi che per punirla di non aver avuto confidenza nella sua nonna, la collana di perle lavrei regalata alla sorella.
Ed essa mi rispose che non la vorrebbe nemmeno, perch col venderla avea comperata la sua felicit, quantunque riconosceva di doverla in gran parte allinfluenza della sua nonna.
LAmelia poi non fa che saltarmi al collo e dirmi che se non ci fossi stata io sarebbe morta di dolore.
Ed io sono felice ed orgogliosa daver potuto ancora, vecchia ed inferma, far ritornare il sorriso sul volto delle mie nipotine e la pace nella famiglia.
Ed ora la nonnina continuer ancora a star immobile nel suo cantuccio, a vivere della felicit delle sue nipoti; sente che le forze le mancano, e che questo  lultimo capitolo delle sue memorie, e forse lultimo della sua vita, ma non desidera pi di morire, perch ha conosciuto per prova che fino che si  al mondo si pu sempre esser utili e fare un po di bene.
FINE.

Indice
IL MARITO	8
LA MOGLIE	14
TRA MARITO E MOGLIE	19
IL MATRIMONIO DEL POVERO	25
IL MATRIMONIO NEL CETO MEDIO	30
IL MATRIMONIO DEL RICCO	34
A CHI LO SCETTRO?	37
UNIONI INFELICI	42
NUOVI LEGAMI	47
I FIGLI	56
SEVERITA E DEBOLEZZA	61
I BALOCCHI	70
PRIMI STUDII	76
I BALLI	81
I TEATRI	85
IN CAMPAGNA	89
LA BIBLIOTECA DELLA FAMIGLIA	93
INTORNO AL TAVOLINO	98
COMPLEMENTO DELLEDUCAZIONE	103
ORDINE	107
CATENE	111
LETA INGRATA	115
LULTIMO CAPITOLO (DAI RICORDI DUNA VECCHIA)	120
